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Economia - Secondo i dati del Sole 24 Ore il 18,7% delle abitazioni è in A4, prima città del Lazio - Situazioni nel mirino della riforma catastale

Viterbo capitale delle “case povere”

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Viterbo vista dalla rocca Albornoz - Piazza della Rocca

Viterbo vista dalla rocca Albornoz – Piazza della Rocca 

Viterbo – Viterbo capitale delle case “povere”.

Nel Lazio è il capoluogo con il maggior numero di abitazioni classificate in A4. Su un totale di 36.907 case che fanno segnare una rendita media di 605 euro, il 18,7 per cento sono A4, la cui rendita scende mediamente a 269 euro.

C’è poi un 3,5 per cento d’abitazioni che si trovano in A5. Ancora più che povere.

I dati emergono da un’indagine del Sole 24 Ore che prende in esame la riforma del Catasto, che andrà ad abbattersi sulle case accatastate nelle fasce più basse.

A Viterbo i proprietari potrebbero trovarsi a fare i conti con rincari significativi.

Non si tratta però di una riforma alla Peter Pan al contrario, che colpisce cioè chi ha meno, ma di aggiornare elenchi forse superati. Per A4 s’intendono le abitazioni più povere, composte da tre o quattro stanze, non sempre ben conservate, spesso senza disimpegno o corridoio.

Quasi sempre non ci sono riscaldamento e bagno, ma hanno il gabinetto esterno, spesso in comune.

Possibile, si saranno detti al Catasto, che a Viterbo il 18,7% delle case abbia un gabinetto fuori e in comune?

O addirittura a Messina, la prima in Italia, il 35% delle case sono in queste condizioni?

Per non parlare dell’A5, nella città dei Papi il 3,5 per cento.

Edifici costruiti prima della guerra, in questo caso senza servizi igienici e altre dotazioni ritenute indispensabili oggi.

Queste unità non è possibile accatastarle in A5, ma andavano passate in A4.

Per case povere, Viterbo è la prima nel Lazio (25esima in Italia), seguita da Frosinone con il 16,5 per cento di case A4, quindi Rieti (14,3%), Roma (14%). Infine Latina con il 5,1%.

In Italia, dove esistono meno abitazioni in A4 o forse, dove sono accatastate in modo più rispondente alla situazione attuale, è Trento.

Questa categoria è rappresentata solo dal 2,4 per cento, mentre le A5 sono soltanto lo 0,1 per cento. Da quelle parti la riforma del Catasto non dovrebbero temerla.


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23 dicembre, 2014

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