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Viterbo - Istituito nel capoluogo e altri tre comuni lo sportello per avere informazioni evitando inutili giri

Accoglienza e ascolto al segretariato sociale

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Prosperi, Proietti, Fersini e Michelini

Prosperi, Proietti, Fersini e Michelini

Prosperi, Proietti, Fersini

Prosperi, Proietti, Fersini

Angela Proietti e Fabrizio Fersini

Angela Proietti e Fabrizio Fersini

Viterbo – Uno sportello dove chi ha bisogno trova accoglienza e un primo indirizzo verso quei settori che possono essergli d’aiuto.

E’ il Segretariato sociale distrettuale. Obbligatorio per legge, è in funzione da novembre e oggi entra nel pieno della sua attività.

Organizzato da Asl e comune di Viterbo, essendo capofila del distretto Vt 3, è presente nel capoluogo ai Servizi sociale, quindi a Bassano in Teverina, Bomarzo e Canepina, Celleno, Orte, Soriano nel Cimino e Vitorchiano.

“Offriamo un primo momento d’accoglienza – spiega l’assessore Fabrizio Fersini – attraverso un colloquio con personale qualificato.

Le assistenti analizzano la situazione e dopo la fase di ascolto s’individuano i bisogni, cercando le possibili risposte”. Evitando il classico “giro delle sette chiese”.

“Si viene ricevuti subito – continua Fersini – ci sono orari precisi nei quali chi viene è ascoltato.

Questo servizio è utile anche per dare corpo a una banca dati che ci aiuterà a monitorare la situazione e capire i fenomeni che ci circondano e di conseguenza essere pronti a fronteggiarli, con maggiore precisione”.

Il costo per l’intero segretariato è di 47mila 500 euro ed è composto da un operatore informatico, quattro assistenti sociali e un coordinatore del servizio.

“Per noi – spiega Antonella Proietti, direttore distretto sanitario Vt3 – la sfida è rappresentata dalla presa in carico di pazienti complessi, per i quali spesso è difficile separare l’intervento sociale da quello sanitario”.

Per la dottoressa Prosperi, lo sportello deve essere un valido aiuto per chi si trova in situazioni di difficoltà e che magari rischia di perdersi nelle maglie della burocrazia.

Il sindaco Leonardo Michelini lo vede in futuro esteso anche alle periferie urbane, dove spesso ci sono situazioni di degrado, persone in difficoltà o zone in cui c’è particolare densità abitativa, come Santa Barbara.

Suggerimento che l’assessore Fersini raccoglie. Si parte da via del Ginnasio, sede dei Servizi sociali, con possibilità d’istituire altri sportelli.

Al comune di Viterbo tutte le informazioni raccolte dal segretariato potranno tornare utili anche per stabilire come investire i fondi destinati al sociale, sapendo con anticipo dove c’è più bisogno e agevolare il lavoro delle assistenti sociali, che già oggi hanno un compito gravoso da assolvere.

Dovrebbero essere tredici, sono solo in sei, più la coordinatrice. In un anno si sono fatte carico di 7.150 colloqui individuali, 1.800 visite domiciliari, 350 convocazioni in tribunali.

Giuseppe Ferlicca

 

 


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22 gennaio, 2015

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