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Assalto a Charlie Hebdo - Il racconto di Alessandro Balducci, architetto che vive nella capitale francese e lavora poco distante dal luogo della strage

“All’uscita dalla metro c’erano sirene spiegate ovunque”

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Alessandro Balducci

Alessandro Balducci

Parigi – “All’uscita dalla metro c’erano sirene spiegate ovunque”.

Alessandro Balducci, 29 anni di Civita Castellana, da quattro vive a Parigi dove lavora come architetto, stesso mestiere del padre Armando.

Mercoledì alle 11.30, mentre si consumava la tremenda strage alla rivista Charlie Hebdo in cui sono state uccise undici persone, Alessandro si trovava in metro vicinissimo alla redazione dove gli attentatori stavano mettendo in atto il loro folle piano, uccidendo dodici persone, in gran parte giornalisti e vignettisti.

“Vivo a Parigi da quattro anni – dice Balducci – di professione sono architetto e lavoro a qualche centinaio di metri dal luogo in cui è avvenuta la strage”.

Intorno alle 11,30 si trovava in metropolitana.

“Ero sulla linea cinque – ricorda Balducci – la stessa che passa per Richard Lenoir, nei pressi della redazione”.

A un certo punto le porte della metro in stazione si sono riaperte. In quei drammatici minuti, il convoglio è rimasto fermo, in attesa. Non si sa se per ragioni legate a quanto stava avvenendo o semplicemente un caso.

Risalendo in superficie, Alessandro si è subito reso conto della situazione: “C’erano auto che andavano a sirene spiegate ovunque.

Ho capito immediatamente che stava succedendo qualcosa di strano”. E di terribile.

“Una volta salito in ufficio, appena acceso il computer, dal web ho appreso l’orribile notizia”.

Parigi è piombata nella paura e nello sgomento, un’atmosfera quasi d’incredulità per un così barbaro attentato.

“Quello che si prova girando per la città, è un sentimento comune di stupore e shock”.


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9 gennaio, 2015

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