Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il meet up cinque stelle cittadini in comune non condivide la mozione presentata sabato 10 gennaio allo spazio catalano dal movimennto cinque stelle Civita Castellana in quanto la stessa sono cos già ridette, scadute e passate che non portano a nessun beneficio per il mondo del lavoro e soprattutto per gli stessi lavoratori.
Visto l’ennesimo flop fatto da questo movimento che, dopo l’ospedale dove non vi era presente nessun cittadino replica con il mondo del lavoro, con una presenza di ceramisti lavoratori da contare sul palmo di una mano e senza nessun imprenditore.
La mozione presentata da Bernini non è altro che un copia e incolla delle mozioni già scritte da altri parlamentari e che tutti a Civita Castellana sanno la fine che poi faranno, restando morte senza che nessuno le prenda in considerazione.
I soliti marchi di qualità, che ormai non fanno più gola a nessuno, la solita richiesta di abbassare l’energia elettrica, di investire sul fotovoltaico, la solita rottamazione dei sanitari che non si sono accorti ancora che non porta nessun lavoro in più in quanto con l’enorme produzione giornaliera si avrà sì e no cinque giorni di lavoro e che la spesa del sanitario nel canbiarlo in un bagno è nulla rispetto alle spese di sostituzione richieste dalla manodopera, il risparmio dello scarico d’acqua che non si sa a cosa serva se già la gente in casa possiede batterie di scarico nelle proprie cassette che effettuano da più di 20 anni questo servizio, i dazi per i sanitari che arrivano dalla Cina quando invece sono i sanitari europei quelli che invadono il mercato a basso costo prodotti da aziende con partecipazioni italiane nei paesi dell’est o dalla Turchia, l’abassamento delle tasse per l’industria la cosi detta Irap insomma tutta roba detta e ridetta, da ormai 10 anni.
Nessuno invece si è chiesto che la crisi del distretto ceramico civitonico ha radici assai più profonde, come quella di non aver mai avuto una collaborazione tra aziende che se consorziate insieme riuscirebbero già da subito a risparmiare sulle materie prime, nei trasporti, nell’amministrazione , nella pubblicità e soprattutto potrebbero creare un nuovo orario di lavoro che renderebbe la vita degli operai assai piuù umana e salutare.
La crisi è una crisi mondiale che dipende dal crollo dei consumi quindi il produrre bene e quantita’ giuste fara’ si che le aziende sopravvivono, magari abbassando anche le giornate di produzione, ma non licenziando i lavoratori come avvenne alla famosa Volkswagen che oggi divide con gli operai parte dei suoi utili avendo fatto con gli stessi un patto di lealta’ e fiducia producendo sia a basso costo che alta qualita’ .
Non dobbiamo incentivare l’uso dell’automatismo nel lavoro, ma dobbiamo incentivare il lavoro fatto con passione e stile umano in modo da rendere il lavoro uno strumento per vivere e non un ricatto per sopravvivere indegnamente. Operai e azienda, aziende ed aziende, devono essere un corpo unico, cambiare mentalità se si vuole superare questa drammatica crisi, e non ci sarà incentivo che tenga se questo non viene capito sia dalle istituzioni che invece stanno remando contro gli operai sia dagli imprenditori, in quanto come sempre gli incentivi sono solo sperpero di denaro pubblico che potrebbero essere utili solo per chi si prefigge questo scopo e non per chi ne prende il più possibile e poi chiude bottega e se ne va.
Meetup cinque stelle cittadini in comune
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