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Montalto di Castro - Lo spettacolo si terrà domenica 25 gennaio, alle 18

“Quattro buffe storie” in scena al teatro Lea Padovani

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Glauco Mauri e Roberto Sturno

Glauco Mauri e Roberto Sturno

Il teatro Lea Padovani

Il teatro Lea Padovani

Montalto di Castro – La tenerezza di Cechov e il graffio di Pirandello si compenetrano tanto profondamente da non poterne discernere i confini, dando vita ad un sorprendente caleidoscopio dove è rappresentata la vita di quello strano e buffo essere che è l’uomo.

Tratto da opere di Cechov e Pirandello, legate insieme dalla comica follia dei personaggi, lo spettacolo “Quattro buffe storie” andrà in scena domenica 25 gennaio, alle 18, al teatro comunale Lea Padovani. Nei folgoranti atti unici di Pirandello, la comicità e il grottesco sono lo specchio deformante della realtà, vista con la “pietas” per i suoi personaggi.

Ne La patente vive una delle tematiche più care all’autore siciliano: il contrasto tra ciò che veramente siamo e ciò che invece gli altri pensano di noi. L’uomo, a volte, per sopravvivere, è costretto a mettersi una maschera che gli è stata plasmata dagli altri.

Chiàrchiaro, il protagonista della storia, per i pregiudizi, l’ignoranza e la cattiveria della società è condannato a una finzione che diventa per lui l’unica risorsa possibile di vita. Qui dramma e farsa convivono in un’amara risata.

E Cecè, il personaggio dell’omonimo atto unico concepito e scritto da Pirandello direttamente per il teatro nel 1913, è il degno rappresentante di una società frivola e corrotta, dove ingannare e imbrogliare è la normalità.

Ambientato in una Roma (come oggi?) invischiata in scandali e allegra corruzione politica, esplode un’insolita, divertentissima “pochade” in cui il cinismo di una situazione diventa non solo fonte di comicità ma anche di condanna. Regia di Glauco Mari; scene di Giuliano Spinelli; Compagnia Mauri Sturno.


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21 gennaio, 2015

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