Viterbo – Affitti a Viterbo, metà del canone e oltre se ne va in tasse, fra Imu e Tasi.
In base ai calcoli del Sole 24 Ore, su un canone lordo medio di 6.684 euro, calcolando l’applicazione della cedolare secca, fra imposte e spese il proprietario si vede portare via il 47 per cento, riducendo il canone netto a 3.565 euro.
Pari a un ritorno sul capitale del 2,51 per cento, mentre la media nazionale è del 2,61 per cento.
In caso di tassazione ordinaria, il guadagno si riduce ancora di più. Imposte e spese arrivano al 65 per cento e il canone netto cala a 2.331 euro e un ritorno sul capitale all’1,58 per cento.
Il peso della tassazione su abitazioni affittate a canone libero a Viterbo è la più pesante rispetto alle altre province del Lazio.
A Frosinone è del 41 per cento in caso di cedolare secca e 59 per cento per la tassazione ordinaria. A Latina sono rispettivamente il 39 e 58 per cento, a Rieti 41 e 59 per cento e Roma 43 e 61 per cento.
Viterbo ha una tassazione più alta anche rispetto alla media nazionale: 42 e 60 per cento.
Il capoluogo della Tuscia è sui livelli di Lecco, la città più tassata d’Italia (47% e 66%), rispetto a Messina, dove è più conveniente locare (37% e 55%).
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