Viterbo – (g.f.) – Chiesa a Villanova pronta per l’estate (fotogallery: chiesa a Villanova, com’è e come sarà – slide).
Ieri sera al teatro parrocchiale sono stati premiati i primi tre classificati fra i partecipanti al concorso per gli arredi e il vescovo Lino Fumagalli ha provato a ipotizzare una data entro cui il quartiere potrà avere a disposizione la struttura.
“Prima pensavamo a Natale – dice il vescovo – quindi a Pasqua, adesso speriamo a inizio estate.
Prendiamo questo periodo d’attesa impegnandoci a formare una nuova chiesa, che siamo noi. Perché la vera chiesa è la comunità.
In centro ci sono tante belle chiese, ma è triste vedere le porte chiuse, perché in zona ci vivono in pochi. E’ un pugno nello stomaco per il vescovo”.
Al concorso voluto dalla diocesi hanno partecipato in tredici.Non ne sono state bandite molte di gare simili, quella per la chiesa dei santi Ilario e Valentino è stata quasi pilota.
Il progetto riguardava l’altare, la sede, l’ambone, ovvero la parte che sorregge il leggio, il fonte battesimale, la cappella feriale con il tabernacolo e l’altare.
A vincere, Marco Otardi, architetto, Massimiliano Testani esecutore dei lavori e consulente liturgico don Giorgio Tagliaferri.
Secondi: Loriana Vittori, Federico Ciatti, architetti, Alessio Fiorillo, consulente liturgico don Flavio Valenti. Premio di duemila euro.
Terzi: Ivan Cusi, artista viterbese, Stefano Micci e Tatiana Deci, architetto, consulente liturgico don Giuseppe Trapè. A loro un premio da mille euro. I riconoscimenti sono stati consegnati da don Emanuele Germani.
“L’altare che abbiamo pensato – spiega Marco Otardi – ripercorre la storia della chiesa, come se fossero tante tovaglie sovrapposte nel tempo. In marmo di Carrara.
L’ambone ha come particolarità che il libro non è coperto. Il supporto è realizzato in cristallo. Si vede da dove arriva la parola di Dio.
Il fonte battesimale è essenziale, si doveva vedere l’acqua e nulla di più. Mi ha ispirato un viaggio in terra santa, dove si dice sia stato battezzato Giovanni Battista, un luogo ameno, essenziale, un canneto”.
Il progetto vincitore è all’attenzione della Cei, cui spetta l’ultima parola, mentre il vescovo al termine della cerimonia di premiazione al teatro parrocchiale, diventato chiesa, ha ringraziato tutti i partecipanti.
“Erano tutti progetti validi – dice il vescovo Fumagalli – sono esposti molti e così ognuno potrà vedere, valutare e magari dire a me piaceva più uno o un altro. Si è trattato di sceglierne uno”.
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