Viterbo – (g.f.) – Consiglio comunale straordinario sul servizio idrico, un buco nell’acqua.
Convocato per affrontare temi come la ricapitalizzazione di Talete, oppure la gestione pubblica, si è chiuso con un rinvio.
Al momento d’approvare un ordine del giorno, il presidente del consiglio Filippo Rossi ha fatto presente che norme alla mano, non c’erano i tempi per presentare i documenti, a meno che tutto il consiglio non fosse d’accordo. Così non è stato.
Dalla maggioranza Maurizio Tofani (Oltre le Mura) si è detto disposto a discutere, ma conoscendo il documento, quindi ha chiesto un rinvio, appoggiato anche dal capogruppo Forza Italia Claudio Ubertini.
Se ne parla giovedì, intanto la seduta è servita a tutti come ripasso d’argomenti già noti e per il presidente Talete Stefano Bonori, l’occasione di presentare per la 750esima volta il Parca, piano di rilancio della società.
Da Fratelli d’Italia, che ha voluto il dibattito, Luigi Maria Buzzi ha chiesto al sindaco di capire come si muoverà con Talete, se intende partecipare alla ricapitalizzazione.
“Talete – ha replicato Michelini – deve essere nelle condizioni di rimanere in piedi. Tutto il resto al momento conta poco.
Si parla di Acea, ma non so nemmeno se ci sarà mai questo matrimonio”.
Per un’emergenza che si appresta a rientrare, quella dell’arsenico, a breve la Tuscia potrebbe entrare in un’altra.
“Su sessanta comuni – anticipa Bonori – una quarantina bene o male hanno un impianto di depurazione. Venti no. Rischiamo un’infrazione comunitaria che ricadrebbe sul territorio”.
Se tutti sono d’accordo sull’acqua come bene pubblico, Chiara Frontini (Viterbo 2020) vorrebbe sapere come la pensa il primo cittadino per la gestione.
Mentre Gianmaria Santucci incalza: “Ricapitalizzerà Talete come le chiede il presidente Bonori?
Con la sola bollettazione la società non si tiene in piedi. I tagli effettuati sono sacrosanti, ma senza interventi straordinari salta l’equilibrio economico.
A giugno 2016 ci ritroveremo a discutere dell’impatto che avrà l’arsenico sulle bollette”.
Dalla maggioranza il capogruppo Pd Francesco Serra spiega come l’acqua debba essere pubblica, ma sul tipo di gestione è pronto a discuterne, visto che finora non si sono visti risultati clamorosi.
Gianluca De Dominicis ha da ridire sul rinvio, ma la decisione è presa. Appuntamento a giovedì, una seduta che è scivolata via liscia. Come l’acqua.
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