Viterbo – Sale un cattolico al Colle.
Sale al Colle un democristiano “di alto lignaggio”. Sergio Mattarella questa mattina è diventato presidente della Repubblica italiana con 665 voti. Molti più di quelli che sarebbero serviti per eleggerlo al quarto scrutinio. Su di lui, alla fine, c’è stata un’ampia convergenza.
Quando tre settimane fa uscì il suo nome, sembrava che fosse solo uno dei tanti in attesa di quello che avrebbe messo tutti, o quasi, d’accordo. E invece…
E invece il 31 gennaio 2015 le parole di Giuseppe Fioroni si sono avverate. Il deputato viterbese del Partito democratico a metà gennaio organizzò una cena al Pantheon per serrare le fila dei cattolici del Pd in attesa del primo scrutinio. Da quella cena uscirono compatti: al Quirinale volevano un cattolico. Meglio: volevano Sergio Mattarella.
“Sergio Mattarella – dice soddisfatto l’ex ministro Fioroni – sarà un grande presidente della Repubblica italiana, di alto lignaggio morale, di qualità umana, con grande esperienza delle istituzioni e rispetto sacrale della carta costituzionale. Sarà garante e arbitro, saprà rappresentare tutti i cittadini e non si farà tirare per la giacca. Sceglierà sempre ciò che è bene per il paese e non ciò che è opportuno. Il suo stile sobrio e il suo poco parlare e molto operare lo metteranno in sintonia con gli italiani”.
Il nuovo presidente della Repubblica non è un politico di ultima generazione, di lui non si trovano foto, non si ricorda nessuna discussione urlata a programmi televisivi. Lui è un uomo che appartiene alla Prima repubblica, quella di Aldo Moro, di De Mita, dei democristiani prima del disfacimento dello scudo crociato. E probabilmente questo suo essere si vedrà.
“Nel mondo politico di oggi fatto di talk show e di comunicazione strillata il fare operoso del presidente Mattarella – continua Fioroni – sarà apprezzato dagli italiani che hanno bisogno di un punto di riferimento”.
La sua figura così taciturna e lontana dalla mondanità della politica ricorda il segretario della Dc ucciso dalle Br Aldo Moro. E sembra quasi, che quella di oggi, sia una vittoria della sinistra della Dc a cui apparteneva Moro e lo stesso Mattarella. “Credo che i 665 voti di oggi siano figli anche di quella cultura politica, che ha generato una classe dirigente di spessore e grande valore umano che è ancora in grado di dare un contributo”.
Insomma un ritorno alla balena bianca in grande stile. “Oggi scherzando mi hanno chiesto se moriremo democristiani. Ho risposto che ‘moriremo democristiani’ è un ossimoro, perché, da cattolici, sappiamo che alla morte segue sempre la resurrezione e che la storia va declinata con l’eternità”.
Perle di saggezza dell’ex ministro dell’istruzione in una giornata intensa, che sa un po’ di passato, in cui le aspettative diventano realtà.
E alla domanda “E’ stato lei il regista di questa operazione?” replica: “Non non risponderò mai”. Ma Fioroni ride. Felice di un cattolico al Colle.
Maria Letizia Riganelli
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