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Viterbo - La fai Cisl organizza per il 30 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale

“Il governo riporti l’agroalimentare al centro dei programmi”

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Nocciole

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sull’onda delle manifestazioni indette dalla Cisl nei mesi scorsi, prosegue l’azione sindacale della Fai che ha organizzato per il 30 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale, con vari presidi anche a livello territoriale e regionale, per riportare l’attenzione del governo sul settore agro-alimentare, sulle politiche agricole del futuro che vedranno al centro del loro programma le esigenze dei produttori, l’ambiente ma anche la produttività e la sicurezza alimentare.

Una giornata di mobilitazione per rilanciare il settore agricolo nazionale, riportando l’attenzione della politica sullo sviluppo e sulla produttività delle realtà locali.

Il cuore pulsante della Tuscia è l’agricoltura, i dati parlano chiaro: il nostro territorio impiega l’11,5% della forza lavoro nel settore agricolo. Siamo la seconda provincia del Lazio maggiormente attiva in questo settore e la settima al livello nazionale. Oltre ai numeri, alle cifre, parlano le storie degli imprenditori viterbesi, aziende che, nonostante la crisi generale, riescono ancora a mantenere i posti di lavoro, ad impiegare forza lavoro.

L’arma vincente, il segreto di questi piccoli produttori è la qualità dei prodotti che li rende unici, un vanto per la nostra terra, tanto da essere presenti all’Expo di Milano, esportati e molto richiesti sul mercato.

Questo straordinario patrimonio agro-alimentare, rende le aziende produttive e dinamiche, ma spesso queste nostre realtà locali, non riescono a crescere perché mancano di organizzazione, schiacciate dalle multinazionali, senza alcun sostegno delle istituzioni. La ricchezza dei prodotti agro-alimentari non viene sfruttata adeguatamente sul territorio: mancano le aziende di trasformazione ed i produttori si vedono costretti a far lavorare i loro prodotti in altre province.

Un disegno ambizioso che si è andato delineando in questi mesi vedrebbe la creazione di un progetto di filiera agro-alimentare “made in Tuscia” che consentirebbe la lavorazione dei prodotti sul territorio, con nuove opportunità lavorative. Inoltre, la creazione di una vetrina per dare visibilità alle produzioni. Un centro espositivo dove poter promuovere i prodotti, con una politica di marketing mirata alla valorizzazione delle eccellenze locali.

Un ingranaggio che consentirebbe alle nostre imprese di fare un grande passo in avanti, trasformando piccole realtà locali in vere e proprie aziende leader del settore.

Perdere le eccellenze della Tuscia, vedere i produttori abbandonare il territorio, trasformare i loro prodotti in altre province, è un errore che non possiamo permetterci. Per questo, come Fai, siamo consapevoli che lo sviluppo del territorio va agevolato, favorito con la costruzione di infrastrutture che permettano la nascita di nuove imprese di trasformazione che porteranno nuova occupazione e metteranno in luce la vocazione di questa terra. Valorizzare le aziende che producono sul territorio con incentivi potrebbe essere un primo passo di incoraggiamento verso i produttori, gratificando il loro operato ed attirando lo sguardo delle multinazionali sul territorio.

Oggi, nonostante le nuove sfide del progresso, molti giovani stanno riscoprendo l’amore per la terra, l’agricoltura torna ad essere un settore rivisitato e corretto dall’entusiasmo e dalla vitalità dei giovani. Queste terre della Tuscia tornano a rivivere, anche grazie al contributo prezioso della Facoltà di Agraria, fiore all’occhiello dell’Università della Tuscia, che vanta numerosi giovani agronomi, freschi di laurea, intenti a far rivivere le campagne dei loro nonni.

E’ necessario dunque puntare sulla qualità dell’offerta, sul prodotto made in Italy, sulla genuinità dell’agro-alimentare, riscoprendo e rivisitando antichi sapori.

La crisi è un dato di fatto, ma può essere combattuta unendo le forze e le idee, creando nuove sinergie tra istituzioni e territorio, puntando sul settore agro-alimentare che è un valore aggiunto per la Tuscia. Non possiamo permettere che tutto il lavoro svolto dalle piccole aziende locali vada perso. Aiutiamole a crescere, a diventare grandi.

Claudio Tomarelli
Segretario generale Fai Cisl


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29 gennaio, 2015

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