Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quando quella sera Stefano (non è un nome di fantasia) sentì di avere un po’ di febbre non si preoccupò più di tanto, è periodo di influenza ed è sufficiente prendere della tachipirina.
Così anche il giorno successivo ed il seguente, ma oltre alla febbre sentiva dei forti dolori che non lo facevano dormire. Era festa e la guardia medica disse: influenza, prendere la tachipirina. Lo stesso disse, il giorno dopo il medico di base. Ancora un giorno ed il medico si allarmò, visitarlo e chiamare il 118 fu una cosa immediata.
Breve corsa verso l’ospedale di Belcolle, ma per Stefano non sembrò tale, lui era su di una piccola barca condotta da un tal Caronte su di un fiume chiamato Stige e sull’altra sponda lo aspettava quella signora vestita di nero con in mano una falce.
Il breve viaggio si interruppe su di un’isola quando apparvero strane figure vestite di bianco o di verde che lo portarono lontano dal quel fiume.
Furono loro a prenderlo in consegna ad evitare che la sua malattia fosse l’ultima malattia, lo curarono come doveva essere curato ed infine lo riconsegnarono, in buona forma, a sua moglie ed ai suoi cari.
Tutto questo per ringraziare tutti quei medici e infermieri di Belcolle Pronto Soccorso e Cardiologia che con professionalità, cortesia, attenzione, umanità ed impagabile senso del lavoro sono riusciti ancora una volta a far vedere quanto possa essere considerata più che valida la tanto disprezzata sanità nazionale.
Grazie e sinceri auguri di un meraviglioso anno nuovo.
Mauro Montanari
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