Viterbo – Sposetti mette tutti d’accordo.
Dopo una giornata infuocata a Palazzo Madama, grazie al senatore del Pd, si è respirata una strana aria di trasversalità.
Durante la discussione degli emendamenti sull’Italicum, che sono stati quasi tutti respinti, l’ex tesoriere dei Ds ha fatto il colpaccio.
L’emendamento presentato da Ugo Sposetti, che stabilisce che quando un partito presenta al ministero dell’Interno la sua lista elettorale corredata dal simbolo deve depositare anche uno statuto, inizialmente aveva ottenuto la contrarietà del governo e della maggioranza, ma dopo il dibattito tutti hanno cambiato idea e l’emendamento è passato quasi all’unanimità. 257 voti a favore, otto contrari e due astenuti.
“Siamo riusciti – ha detto il senatore alle agenzie di stampa – a spiegare ai colleghi il senso della proposta. Quando l’aula discute nel merito è sovrana. E va rispettata sempre. D’altronde, si parla della vita interna dei partiti, non è una cosa da poco”.
Al momento l’Italicum, che diventerà la nuova legge elettorale prevede 100 collegi plurinominale per la Camera, capilista bloccati e due preferenze, soglia di sbarramento al tre per cento per le liste, premio di maggioranza alla lista che ottiene il 40% dei voti validi e, in mancanza di tale maggioranza, secondo turno tra le due liste più votate, senza possibilità di apparentamenti tra i due turni. Infine, la clausola di salvaguardia, per cui la legge decorre dal 1° luglio 2016.
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