Viterbo – Domenica 11 gennaio nella splendida cornice del Museo della ceramica a Palazzo Brugiotti si è svolto il secondo incontro dei seminari organizzati dalla Camerata polifonica viterbese “Zeno Scipioni”.
Relatore in questa occasione è stato il maestro Fabrizio Scipioni che ha descritto in maniera impeccabile la storia e la costruzione armonico-musicale del “Ein Deutsches Requiem” (“Un Requiem tedesco”) di Johannes Brahms, forse uno dei massimi capolavori sinfonico-corali della seconda metà dell’Ottocento.
“Esso rappresenta una nuova idea di musica liturgica, tedesca, mitteleuropea e segna l’inizio della fase della prima maturità artistica del musicista – ha spiegato -. Non si tratta di un Requiem in senso propriamente liturgico e non ha una diretta relazione con le messe funebri in latino come quelle di Mozart o Verdi; Brahms stesso compose un libretto traendolo dalla Bibbia in tedesco nella versione di Martin Lutero. Il concetto di fondo sviluppato dal compositore è di natura più filosofica che religiosa: le persone alle quali portare aiuto e consolazione non sono i morti ma i vivi”.
Numerosi e attenti i partecipanti hanno ascoltato con vivo interesse il “racconto” del Maestro Scipioni e soprattutto entusiasti di essere chiamati ad eseguire, al termine della giornata, qualche passo dei brani del capolavoro di Brahms.
La Camerata polifonica viterbese “Zeno Scipioni” ringrazia il maestro Fabrizio Scipioni, figlio del fondatore del coro di cui porta il nome, per la preziosa collaborazione e il Museo della Ceramica e la Fondazione Carivit per la gentile ospitalità.
Prossimo appuntamento, sempre al Museo della Ceramica, domenica 8 febbraio con i maestri Ivano Lecca e Maura Riacci, coristi del coro dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, che affronteranno il tema della coralità nel repertorio sinfonico.
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