Viterbo – (g.f.) – Se Renzi e Berlusconi hanno potuto sottoscrivere il patto del Nazzareno, a Viterbo Marini e Michelini possono firmare quello dei Priori.
Mentre la maggioranza in comune è impegnata, anzi, ancora deve cominciare il dibattito per scegliere il presidente del consiglio dopo le dimissioni di Filippo Rossi, arriva la proposta a sorpresa dall’ex sindaco.
Un patto maggioranza – opposizione sul modello di sviluppo della città, per collaborare e in cui ci sia anche la scelta condivisa sul presidente.
Marini lancia la proposta e dal centrosinistra il capogruppo Pd Francesco Serra dice sì.
Con qualche cautela. “Ragioniamo – osserva Marini – su un modello di sviluppo per la città e quindi su un possibile candidato alla presidenza, una persona condivisa da tutte le forze in consiglio, opposizione compresa”.
Un’apertura netta. “Io ho lanciato una polpetta – osserva Marini – non avvelenata. Se non mettono il veleno loro, si può fare.
Io penso che il momento sia difficile, non a Viterbo, ma in generale. Quindi la maggioranza può lanciare un messaggio all’opposizione per una forma di collaborazione politica.
Intendiamoci, nessuno pensa d’entrare in giunta. I ruoli restano netti. Si tratta solo d’adottare un modello di partecipazione.
Se invece voglio continuare come hanno fatto finora, va bene lo stesso”.
Sul nome del presidente, Marini non ha proposte specifiche: “Non faccio nomi – precisa – deve solo essere una figura garante del rapporto fra maggioranza e opposizione. Un moderato”.
La proposta di Forza Italia, in linea di principio al capogruppo Pd Francesco Serra non dispiace.
“Secondo me – precisa Serra – è auspicabile, ho sempre pensato che ci debba essere per il presidente del consiglio, la più ampia condivisione.
Si deve andare oltre, è un elemento di garanzia. Lavoreremo per questo”.
Una figura moderata: “Più che moderata io direi equilibrata”. Per sostituire Rossi si è fatto il nome dello stesso Serra.
“Da parte mia non ho posta nessuna candidatura – conclude Serra – credo sia stata avanzata perché è venuta naturalmente, essendo il capogruppo del partito. Comunque vedremo.
Ne parleremo prima all’interno del Partito democratico, quindi in maggioranza e poi possibilmente con l’opposizione”.
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