Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come ogni anno ormai da 17 anni, una giuria composta da donne e uomini di grande spessore culturale ed umano assegna questo importante riconoscimento ai cittadini viterbesi che si sono distinti per i loro comportamenti e le loro attività svolte in favore del loro prossimo.
Quest’anno è stato premiato un volontario della nostra associazione e noi siamo particolarmente emozionati ed orgogliosi, non tanto perché viene riconosciuta l’utilità del nostro lavoro, ma soprattutto perché è stato premiato un eroe sconosciuto di tutti i giorni, di quelli di cui non parlerà mai un telegiornale, di quelli che forse non appariranno mai in una trasmissione televisiva, ma che costituiscono la parte migliore del nostro Paese!
Una volta durante un corso ho sentito dire che “il volontariato non è un fare ma un essere” e penso che questa espressione ci aiuti davvero a comprendere quanto siano preziose quelle persone che sono attente al loro prossimo durante tutta la loro giornata e non solo durante le poche ore che dedichiamo a qualcuno; ebbene, Bino Bernardini incarna perfettamente questa espressione.
Da 20 anni svolge le attività meno appariscenti del Gavac: non ha mai partecipato ai convegni o alle tavole rotonde e nessuno lo ha mai intervistato perché da 20 anni svolge il suo lavoro ogni giorno in silenzio.
Bino ha 84 anni e ancora oggi non c’è un giorno che non vada in carcere dove il Gavac ha allestito un magazzino per la raccolta di vestiario e articoli per l’igiene da distribuire ai detenuti che vengono da lontano e che non abbiano nessuno che dia loro una felpa o un sapone per lavarsi.
In carcere si può entrare ad agosto con un paio di bermuda e le infradito ai piedi e arrivare a dicembre vestiti nella stessa maniera: Bino riveste questi ragazzi “brutti, sporchi e cattivi” che nessuno vuole perché spesso non vogliamo capire che non si nasce “brutti, sporchi e cattivi” e spesso è proprio l’affetto delle persone come Bino che restituisce fiducia a questi ragazzi e infonde loro la voglia di cambiare.
Quando questi ragazzi cambiano, Bino non ha reso un servizio solo a loro ma a tutti noi che possiamo camminare più sicuri per le nostre strade perché in strada c’è un balordo in meno.
In 20 anni Bino di “balordi” ne ha incontrati tanti e molti di loro li ha trasformati in persone migliori che hanno smesso di rubare, di rapinare e di uccidere: chissà quante persone oggi sono vive grazie a questo lavoro silenzioso ma neanche lo sanno e nessuno di loro può ringraziarlo.
Bino ha figli e nipoti, ma lui non fa il volontario, lui è un volontario e quindi è affettuoso sempre e da sempre, anche con i figli che nessuno vuole: quelli “brutti, sporchi e cattivi”. Grazie Bino!
I volontari del Gavac
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