Montalto di Castro – Ruba pc e stampanti nella sede della Cisl.
Altro duro colpo inflitto dai militari della compagnia di Tuscania alle bande che effettuano i furti sul litorale viterbese.
Nella giornata di ieri, i carabinieri di Montalto di Castro hanno arrestato un 40enne pluripregiudicato di Montalto di Castro colto in flagranza mentre portava via computer e stampanti insieme a componenti d’arredo all’interno della sede della Cisl a Montalto di Castro. L’uomo, scoperto, ha provato a fuggire, ma è stato subito bloccato.
Nello stesso servizio, inoltre, i caraninieri di Pescia Romana e Montalto di Castro, in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Tuscania, durante un servizio a largo raggio posto in essere per contrastare i furti, hanno arrestato due uomini di origine romena rispettivamente di 35 e 25 anni per ricettazione e possesso di attrezzi atti allo scasso.
Da ricostruzioni, i due sono stati fermati a bordo di una Opel Astra, che è risultata rubata a Roma, a ridosso del periodo delle festività natalizie. I carabinieri durante il controllo della macchina hanno trovato, nascosti nel cofano, moltissimi attrezzi come chiavi e grimaldelli del genere utilizzato per forzare porte e serrature.
Sempre a Montalto di Castro, poco più tardi i militari dell’Arma hanno arrestato due italiani di 42 e 45 anni per furto aggravato.
Durante un controllo nella centrale termica, i militari hanno colto in flagranza i due uomini, dipendenti di una società addetta alla manutenzione dell’area esterna, che avevano divelto la rete di recinzione e, introdottisi all’interno e sbloccato la leva di erogazione del carburante avevano portato via 200 litri di gasolio. Successivi accertamenti hanno permesso di verificare che i due si erano resi responsabili in passato di altri furti per ulteriori 1500 litri dello stesso carburante.
Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati: i due romeni portati nel carcere di Civitavecchia; gli autori del furto negli uffici di Montalto di Castro e nella centrale elettrica trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo davanti all’autorità giudiziaria competente.
La refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari mentre gli arnesi da scasso sono stati sequestrati in attesa dell’autorizzazione alla distruzione.
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