Viterbo – (g.f.) – Siamo nel bel mezzo di una crisi che preoccupa le famiglie e non aiuterà a risollevare le sorti dell’economia nella Tuscia, una rete infrastrutturale carente, con una ferrovia fra le peggiori d’Italia.
In una situazione tutt’altro che rosea, Sel prova a ripartire con una conferenza programmatica che mette al centro la questione ambientale, ma non solo.
Ieri l’appuntamento provinciale, con un saluto e un applauso per Mauro Innocenzi, ex consigliere comunale, scomparso nei mesi scorsi e ricordato da Umberto Cinalli.
“La questione ambientale – osserva Paola Marchetti, coordinatrice provinciale Sel – è al centro delle nostre proposte. Non si può morire di pioggia, come un tempo era impensabile che si chiudesse una scuola per le forti precipitazioni”.
Per rialzare la testa, servono un nuovo modello economico e sociale. “La precarietà – continua Marchetti – non contraddistingue solo il lavoro, ma accompagna tutto quello che ci circonda.
La crisi non fa sconti, soprattutto nella nostra provincia, con le famiglie disorientate e preoccupate. Nel distretto ceramico tante realtà hanno chiuso e altre resistono a stento”.
Non aiutate dalla dotazione d’infrastrutture.
“La situazione è critica – osserva Marchetti – abbiamo una rete ferroviaria tra le peggiori d’Italia che rispecchia i governi del territorio che si sono succeduti. Hanno fatto ben poco. Come per la politica ambientale, problemi denunciati da anni: l’inquinamento delle acque e la drammatica realtà dell’arsenico, fonte di grosse spese negli anni”.
All’incontro anche il deputato Filiberto Zaratti, l’assessora comunale Raffaella Valeri, Antonio Capaldi, il segretario Cgil Carlo D’Ubaldo, il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e l’ex consigliera comunale Linda Natalini, insieme al segretario Rifondazione Stefano Troncarelli.
“Siamo in recessione dal 2008 – ricorda Filippo Zaratti – la crisi del ’29 dopo sette anni aveva fatto registrare una ripresa.
Da noi i segni ancora non si vedono, colpa di scelte da parte di Bce ed Europa, fondamentalmente sbagliate. La cura sta uccidendo il malato, la disoccupazione è a cifre storiche, oltre il 13 per cento e quella giovanile al 43. Percentuali mai raggiunte prima”.
Le conseguenze per Zaratti sono pesanti: “Penso ai fatti di Parigi. Chi ha compiuto quei gesti sono francesi di terza generazione. Cosa spinge questo gran numero di persone a ritrovarsi in un messaggio terribile ed estremista che si richiama all’Islam?
E’ il disfacimento della cultura della solidarietà europea, il venir meno dello stato sociale, una crisi causata dalle politiche d’austerità. La devastazione sociale ha un prezzo. Non si possono affamare intere generazioni, togliendo loro anche la speranza del futuro”.
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