Roma – Sergio Mattarella presidente della Repubblica.
Sergio Mattarella è il nuovo capo dello Stato eletto alla quarta votazione, dopo che le precedenti sono andate a vuoto. Al raggiungimento dei 505 voti l’elezione è diventata ufficiale.
Era la prima votazione, infatti, in cui bastava la maggioranza assoluta.
Convergenza, dunque, sul candidato proposto dal premier Matteo Renzi che aveva fatto il nome del giudice costituzionale ed ex ministro della Difesa augurandosi che venisse votato “per il bene comune dell’Italia”.
Nessun colpo di scena, nonostante Forza Italia avesse più volte annunciato scheda bianca.
Tra i votati anche Roby Facchinetti dei Pooh, Lino Banfi, Antonio Razzi, Claudio Sabelli Fioretti.
Votazioni
991 voti su 1009 – 630 deputati, 321 senatori, 58 rappresentanti delle regioni
Schede bianche 105
Schede nulle 13
Voti dispersi 14
Sergio Mattarella 665
Ferdinando Imposimato 127
Vittorio Feltri 46
Stefano Rodotà 17
Giorgio Napolitano 2
Romano Prodi 2
Antonio Martino 2
Emma Bonino 2
Lino Banfi 1
Pier Ferdinando Casini 1
Maurizio sacconi 1
Giuliano Amato 1
Luigi Comapgna 1
Antonio Razzi 1
Denis Verdini 1
Luigi Ramponi 1
Lucianana Castellina 1
Claudio Sabelli Fioretti 1
Roby Facchinetti 1
Walter Veltroni 1
Chi è Sergio Mattarella
Sergio Mattarella è di origini siciliane e ha 74 anni, fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della regione Sicilia.
E’ un ex dirigente della Democrazia cristiana, negli anni 90 è stato anche segretario della Dc e della Margherita. E’ stato cinque volte ministro ed è giudice della Corte Costituzionale per nomina parlamentare dal 2011.
Sergio Mattarella è noto anche per essere stato il padre della legge elettorale Mattarella, nota come Mattarellum, che introduceva una preponderante componente maggioritaria. La legge Mattarella fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.
Non è la prima volta che viene fatto il suo nome per il Quirinale. Nel 2013 il suo nome fu incluso nella rosa dei candidati che Pier Luigi Bersani sottopose a Silvio Berlusconi, ma gli venne preferito Franco Marini, che non sarebbe stato eletto.
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