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Sciopero dei bancari - Il comizio del dirigente sindacale viterbese alla grande manifestazione di Milano

Sileoni in piazza con la Camusso: pronti ad altre azioni di lotta

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Milano - Susanna Camusso e Lando Sileoni sul palco

Milano – Susanna Camusso e Lando Sileoni sul palco

Milano - Lando Sileoni e Susanna Camusso in corteo

Milano – Lando Sileoni e Susanna Camusso in corteo

Milano - Lando Sileoni e Susanna Camusso in corteo

Milano – Lando Sileoni e Susanna Camusso in corteo

Milano - Lando Sileoni in testa al corteo dei bancari

Milano – Lando Sileoni in testa al corteo dei bancari

Milano - Il corteo dei bancari

Milano – Il corteo dei bancari

Milano - Il corteo dei bancari

Milano – Il corteo dei bancari

Milano – Sportelli bancari chiusi e lavoratori in piazza (galleryslide).

Un lungo corteo, un oceano di bancari, stimato in circa diecimila persone, nonostante la nevicata della notte, ha partecipato alla manifestazione di piazza della Scala a Milano organizzata nell’ambito dello sciopero generale unitario a sostegno del diritto della categoria del settore credito al rinnovo del contratto collettivo di lavoro e contro la decisione dell’associazione bancaria italiana di dare disdetta, e successiva disapplicazione, dei contratti collettivi a partire già dal prossimo 1 aprile 2015.

Altrettanto importanti e partecipate da decine di migliaia di lavoratori bancari, in trasferta con mezzi privati e autobus, le manifestazioni che si sono tenute anche a Ravenna in piazza del Popolo, a Roma in piazza Esquilino e a Palermo in Piazza Verdi.

A Milano, dove i poteri economici sono più forti, i numerosi dipendenti degli istituti di credito hanno iniziato già la mattina, di buon ora, il concentramento per protestare sotto la sede dell’Abi di via Olona. Una moltitudine di gente con tanto di bandiere, striscioni, magliette personalizzate, e tanti slogan e cori a manifestare contro i tagli dei livelli occupazionali e contro l’indisponibilità dei banchieri a sottoscrivere un contratto nazionale di lavoro condiviso con le organizzazioni sindacali.

Intorno alle 9,30 il rumoroso corteo milanese si è snodato per le vie del centro fino ad arrivare in piazza della Scala dove, dal palco, sono intervenuti i delegati di ciascuna sigla sindacale.

I comizi finali sono stati tenuti da Susanna Camuso, segretaria generale della Cgil, e da Lando Sileoni segretario generale della Fabi, il sindacato maggiormente rappresentativo nella categoria del settore credito.

“I banchieri si sono chiusi a riccio senza avere in testa una soluzione dei problemi – ha affermato Lando Sileoni dal palco durante il comizio – e se non cambiano atteggiamento e politica la lotta si farà ancora più dura. Hanno due settimane di tempo per cambiare atteggiamento, non di più. Se lo ricordino. Non hanno il coraggio, né la lungimiranza politica di affrontare i veri problemi del settore – continua Sileoni – su come riportare la gente e i giovani allo sportello, su come riconquistare il rapporto con il territorio, le famiglie e le imprese, su come gestire le sofferenze di 181 miliardi di euro, che loro stessi hanno creato, su come rifarsi un’immagine agli occhi della pubblica opinione, dopo i recenti scandali degli ultimi anni e la vergogna delle stock option milionarie e di stipendi e liquidazioni aberranti”.

Tantissimi gli applausi durante il comizio, con sventolio di bandiere e, nonostante il freddo meneghino, con immensa e intensa partecipazione emotiva dei presenti.

“Abbiamo fatto delle proposte per un nuovo modello di banca al servizio del paese – ha affermato dal palco il segretario generale della Fabi Sileoni – proposte che hanno un unico obiettivo: recuperare attività lavorative per mantenere gli attuali 312mila addetti del settore. Avrebbero dovuto dirci bravi, dimostrando così di avere a cuore quel ruolo sociale che hanno invece da tempo abbandonato. Ma come dice il proverbio “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Nelle sedi ufficiali i banchieri a parole difendono l’occupazione, ma poi con strafottenza e soddisfazione nei corridoi sostengono che il settore ha almeno 50mila esuberi. Ora come si esce da questa situazione? Se ne esce con la lotta, con la partecipazione, col consenso, con una politica sindacale intelligente, ma soprattutto con un atteggiamento concreto che non lasci sul campo quei diritti conquistatati in tanti anni di lotte sindacali.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: 68mila posti di lavoro in meno, 181 miliardi di sofferenze bancarie, esternalizzazioni più o meno selvagge, confusione tra i lavoratori, smarrimento tra la clientela. Entro il 31 marzo proveremo a dare alla categoria un nuovo contratto nazionale, ma tutti dobbiamo avere la consapevolezza che di fronte a un atteggiamento così determinato e ottuso delle banche e dei banchieri servirà pazienza, intelligenza, lungimiranza politica, partecipazione e consenso. Lo ripeto ancora una volta: se entro due settimane a partire da oggi le banche non cambieranno atteggiamento concorderemo unitariamente altre forme di lotta e mobilitazione”.


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30 gennaio, 2015

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