Viterbo – (g.f.) – All’improvviso il suono di una sirena.
Sono le 13.15 del 17 gennaio 1944. 71 anni dopo Viterbo ricorda il migliaio di vittime che morirono sotto i bombardamenti, con lo stesso suono di sirena.
Concittadini, ma anche un’ottantina di persone arrivate da Cassino, sfollati in cerca di un riparo sicuro, persero la vita.
In loro memoria, stamani il sindaco Leonardo Michelini ha scoperto una lapide, sul muro del palazzo del Drago, dove quelle persone erano state accolte (fotocronaca).
Di loro non si sapeva nulla. Un recente studio di Rosanna De Marchi Francesco Morelli ha permesso di scoprire dove morirono.
Nella città dei Papi che li aveva accolti.
“Profughi ricorda il sindaco Michelini – che sono venuti in questa città cercando la salvezza e che purtroppo, a seguito del bombardamento sono morte. Intere famiglie ancora sconosciute”.
Il prossimo anno sarà celebrata a Viterbo la ricorrenza nazionale dei caduti in guerra, con il comune che si è impegnato a ripristinare il monumento che li ricorda.
La lapide è stata apposta nel punto in cui le persone si erano rifugiate.
“Era una scuola – ricorda Francesco Morelli – la porta oggi è murata, un tempo era aperta. Furono portati qui e abbandonati a loro stessi, non avevano niente.
Solo i vestiti che indossavano. Avevano freddo e fame.
Sul ponte che porta al duomo si vedevano gruppetti di persone che accendevano fuochi per scaldarsi e in barattoli di latta cucinavano quello che riuscivano a rimediare fra i rifiuti della cucina dell’ospedale, resti di patate e quello che riuscivano a rimediare”.
La giornata è iniziata alla chiesa di san Francesco alle 10.30 con una messa e poi l’inaugurazione della mostra fotografica che resterà aperta fino al 25 gennaio.
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