Viterbo – (g.f.) – “Abbiamo appena iniziato a danzare…”.
Il ballo come forma di protesta, oltraggiosa e libera, rabbiosa e di gioia, per dire basta alla violenza contro le donne.
A piazza del Comune molte donne ma anche uomini e bambini si sono ritrovati oggi pomeriggio al One billion rising, movimento che ha coinvolto più di duecento paesi in tutto il mondo, perché attraverso la danza passi il messaggio basta violenze (video – fotocronaca – slide).
Nel giorno di san Valentino, Viterbo ha ballato il suo no. Forte. Deciso. Contagioso.
Come in altre cento città italiane. Sciarpe e fasce rosse indosso, ha ballato sulle note di Break the chain, scritta per il flash mob contro la violenza: “Siamo madri – dice un passaggio del brano – siamo insegnanti, siamo creature meravigliose…”.
Più di 150 persone hanno riempito con la loro energia la piazza.
Ballo musica, una coreografia, ma anche letture. A cominciare dal messaggio di Eve Ensler, fondatrice del V-Day: “La mia rivoluzione inizia nel corpo, non aspetta più, la mia rivoluzione non ha bisogno di approvazione o permesso, avviene perché deve avvenire in ogni quartiere, villaggio, città o cittadina nei raduni delle tribù, tra i compagni di studio, tra le donne al mercato, sull’autobus…”.
A Viterbo l’iniziativa è stata organizzata dall’associazione antiviolenza Erinna, in collaborazione con il gruppo Fight for Love. Hanno aderito Usb e Sel, meno presenti rappresentanti di enti e amministrazioni, a partire da quella comunale.
Proprio aprendo la manifestazione, è partito un messaggio chiaro: “Abbiamo appena iniziato a danzare”. A rivendicare il diritto di ciascuna donna di vivere e decidere della propria vita e del proprio corpo e a chiedere che le istituzioni e i governi diano risposte sui disagi sociali che affliggono paesi in tutto il mondo.
Una malattia comune da sconfiggere. Ma la musica ormai è partita: “Danzo perché amo, danzo perché sogno, danzo perché non ne posso più, danzo per arrestare le grida, danzo per rompere le regole, danzo per fermare il dolore, danzo per rovesciare tutto sottosopra.
E’ ora di spezzare la catena”.
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