Viterbo – Talete, bollette non pagate per quattordici milioni.
Tirando le somme delle morosità che la società idrica ha in sofferenza, il conto è salato.
Dal 2006 al primo semestre 2014 a tanto ammontano le bollette non riscosse. Una bella somma.
Se per le mancate entrate più indietro nel tempo saranno valutate eventuali azioni di recupero come la cessione del debito, per quelle più recenti Talete ha messo in piedi una task force composta da una ventina di dipendenti per occuparsi del problema.
In particolare delle morosità dal 2010 al primo semestre 2014, qualcosa come otto milioni e 400mila euro.
Qualcuno potrebbe pensare, siccome Talete non naviga in buone acque, non pago. Errore.
“La morosità la dobbiamo aggredire – osserva il presidente Stefano Bonori – anche perché, ponendo l’ipotesi di fallimento, arriverebbe il curatore e la prima cosa che farebbe, sarebbe quella di andare a caccia delle morosità”. Senza guardare in faccia nessuno.
“Nella situazione in cui siamo, non è logico che la società chieda ai soci d’investire, ma al contempo non faccia di tutto per rientrare di somme che sono liquidità immediata. Non ha senso”.
Non c’è però da aspettarsi il distacco selvaggio. “E’ chiaro che la nostra azione di recupero – continua Bonori – terrà conto di situazioni sociali particolari, agiremo insieme ai comuni.
Avremo un’occhio di riguardo dove ci sono morosità incolpevoli.
Del resto, già le procedure sono una garanzia per l’utente. Prima del distacco ci sono tempi tecnici, viene spedita una lettera, trascorrono quindici giorni, ci sono i tempi per interfacciarsi con la società”.
Ma 14 milioni o anche solo gli 8,4 milioni di bollette non pagate, è difficile immaginare che siano tutti inevasi per necessità.
“Per noi in questo momento – conclude Bonori – è un’azione non più rinviabile, amministrando una società come Talete. E’ un dovere.
Ci stiamo ragionando da tempo, si tratta di un’operazione iniziata già da tempo e prevista anche nel piano Parca”.
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