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Viterbo - Economia - Fortunato Mannino (Cisl) lancia il grido d'allarme

“Contratti di solidarietà, niente soldi nemmeno per le piccole aziende”

di Paola Pierdomenico
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Fortunato Mannino della Cisl

Fortunato Mannino della Cisl 

Viterbo – “Contratti di solidarietà, niente fondi nemmeno per il tipo B”.

E’ di qualche giorno fa la circolare ministeriale secondo cui non sono stati rifinanziati i contratti di solidarietà di tipo B, cioè quegli accordi che permettono di evitare, completamente o in parte, la dichiarazione di esubero del personale per aziende piccole e tamponare i cali di lavoro.

Una notizia che arriva a poco più di due settimane da quella per cui, in base alla legge di stabilità, i dipemdenti avrebbero preso solo il 60% dello stipendio, invece del 70% previsto dai contratti di solidarietà di tipo A. Fortunato Mannino (Cisl) lancia dunque un nuovo grido d’allarme stanco di una situazione che colpisce i lvoratori costretti ogni giorno a fare fronte a nuove difficoltà economiche.

“Il sottosegretario si è impegnato a rifinanziare i contratti di tipo A, ma manca la copertura per i restanti, quelli attivati per i lavoratori di settori e aziende che non possono accedere alla cassa integrazione e alla mobilità ai sensi della legge 223 del ’91 – dice Mannino -. Una batosta per la salvaguardia dell’occupazione che si aggiunge al fatto che la cassa integrazione in deroga, in base al decreto Poletti, è prevista fino al 31 maggio 2015 e poi non ci sarà più. In pochi, poi, potranno usufruire della mobilità in deroga per gli ostacoli che sono stati imposti. Non so se lo stato si rende conto di quello che sta facendo. L’unico strumento che rimane alle aziende è il licenziamento, l’Aspi”.

Un provvedimento, quest’ultimo, che Mannino non vede di buon occhio. “Non credo sia in grado di dare una risposta adeguata. Di sicuro, c’è solo la maggior facilità nel licenziare, a fronte di una disoccupazione crescente e di una politica economica incapace di rilanciare la crescita. Se non viene finanziata o ripristinata la solidarietà di tipo B, i dipendenti lavoreranno con una riduzione di orario dl 60 per cento oppure saranno licenziati”.

Mannino chiede di tagliare le spese. E di farlo incisivamente. “Bisogna eliminare i privilegi, che spettano solo ad alcuni, come quelli per le auto blu che sono circa 53mila e che ci costano più di un miliardo all’anno. Facciamo una seria spending review per recuperare fondi per gli ammortizzatori sociali, altrimenti la gente continuerà a compiere gesti estremi. Si tratta di persone che guadagnano un massimo di mille euro al mese e per le quali, anche il minimo sostegno al reddito, può essere fondamentale per andare avanti dignitosamente senza rinunciare all’istruzione, alle cure o addirittura al cibo”.

Nella Tuscia saranno un centinaio i lavoratori penalizzati dal provvedimento. “Il loro futuro è a tinte scure – conclude Mannino – perché di fatto non ci sono investimenti importanti e non vengono privilegiate le eccellenze eno-gastronomiche, il turismo e le bellezze che ci permetterebbero di crescere. Si disperdono, invece, le professionalità e la nostra provincia si impoverisce progressivamente, perché non ci sono aiuti né per i lavoratori né per le imprese. I politici, soprattutto quelli locali, devono far sentire la loro voce senza lasciarci subire le decisioni. Serve dare una speranza ai più deboli, i lavoratori e i pensionati, che soffrono più di tutti”.


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4 febbraio, 2015

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