Roma – Corruzione in crescita nel Lazio. Vale oltre un miliardo di euro.
A darne notizia il procuratore regionale della Corte dei conti, Raffaele De Dominicis, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
“Non possiamo non esprimere stupore e preoccupazione per il diffondersi del morbo pernicioso della corruzione – afferma – che, secondo i primi referti degli investigatori, avrebbe un’estensione vasta e sistemica a Roma e nel Lazio, raggiungendo la somma da capogiro di circa 1,3 miliardi“.
La corruzione si estende nel settore pubblico, ma anche in quello privato e si troverebbe maggiormente nei settori della produzione tecnologica e del commercio.
“Mafia Capitale – spiega De Dominicis -, al di là delle responsabilità personali, penali amministrative ascrivibili a politici e funzionari rappresenta purtroppo il segno di un pericolosissimo degrado civile e dell’invadenza delle associazioni criminali entro le strutture amministrative della Repubblica”.
Sull’indagine della mafia a Roma è chiaro.
“Noi abbiamo fornito una prima adeguata risposta di tipo giudiziario – dichiara -, per ora limitata al vulnus erariale, con l’apertura di sei inchieste. Il profilo più amaro delle istruttorie verrà certamente riservato al capitolo sul danno di immagine che si aprirà, come stabilisce la legge a seguito delle eventuali condanne penali per gli illeciti perpetrati in pregiudizio della cosa pubblica.
Non sentiamo di iscriverci nella lista di quelli che scoprono solo ora che la Capitale d’Italia è il cimitero delle opere incompiute – prosegue – e che dietro la farraginosità e la doppiezza dei procedimenti amministrativi si trova l’acqua di coltura per illiceità di ogni tipo. Ma le sacrosante preoccupazioni di tutti non possono emergere soltanto dall’incremento degli illeciti penali contemplati nei reati contro la Pubblica amministrazione”.
Ma tante sono anche altre inchieste che ammontano a milioni di euro di danno. Come “l’illegittima gestione delle modalità di assunzione del personale Atac il danno presunto è di 15 milioni di euro”.
Solo nel 2014 la sola sezione del Lazio ha emesso sentenze di condanna pari a oltre 80 milioni di euro. Lo ha spiegato il presidente Ivan De Musso.
“Se calcoliamo che la sola sezione Lazio ha emesso nel corso del 2014 sentenze di condanna per oltre 80 milioni di euro, a fronte di entrate provenienti dal bilancio dello Stato di poco superiore ai 268 milioni di euro – spiega -, possiamo affermare che la Corte dei Conti è un’istituzione a costo zero”.
E ancora. “Anche nell’anno trascorso i giudizi di responsabilità si sono conclusi, nei casi in cui erano maturi per la decisione nei termini di legge. Lo stesso è avvenuto per i giudizi pensionistici. La lentezza della giustizia non abita qui”.
Per De Musso ci sarebbe bisogno di “una grande riforma in materia di contabilità pubblica: basterebbe introdurre una piccolissima norma che preveda la giurisdizione della Corte dei Conti nei confronti di ogni soggetto (persona fisica o giuridica) che entri in rapporto con l’utilizzazione e la finalizzazione del pubblico denaro. Una tale disposizione avrebbe un forte impatto deterrente anche sul verificarsi di fatti corruttivi”.
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