Viterbo – (g.f.) – O il presidente o tutti a casa.
Dopo il martedì terribile della maggioranza in comune, arriva l’ultimatum da parte dl sindaco Leonardo Michelini.
Piuttosto infastidito per la spaccatura nel Pd che ha fatto saltare l’elezione ieri, il primo cittadino ha puntato il dito contro sette democratici zona renziano-bersaniana.
Nel corso dell’ennesima riunione ieri sera, Michelini avrebbe dato l’aut aut ai suoi.
Oggi la conferenza dei capigruppo riconvoca il consiglio comunale per domani in via d’urgenza e in quella sede si vota e si elegge il presidente.
Se cosi non dovesse essere, Michelini è pronto a rassegnare le dimissioni.
Un atto di forza i cui effetti sulla sua coalizione sono da verificare.
Il nome su cui far convergere i voti è quello di Maurizio Tofani.
Il centrosinistra ha 23 consiglieri, ne servono diciassette per l’elezione, ma senza i sette Pd contrari, ci si ferma a sedici. Ponendo che tutti gli altri, da Sel a Ncd siano d’accordo e che non ci siano assenze.
Ieri il centrosinistra, vista la malaparata, non ha nemmeno provato a sondare il terreno dell’opposizione e valutare se qualche voto poteva arrivare da quelle parti.
Difficilmente potrà farlo domani.
Politicamente, dopo gli ultimi scivoloni, o il presidente lo elegge la maggioranza o non si elegge. Eventuali voti aggiuntivi possono essere graditi, ma non possono certo essere determinanti.
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