Viterbo – Perseguitata alla fermata del bus.
La cotta di un 50enne viterbese era diventata un incubo per un’adolescente.
Quattordici anni. Poco più che una ragazzina. Ma per lui era “la più bella tra le donne”, una “persona speciale”. Era arrivato a scriverglielo su un muro sotto casa, causandole non pochi disagi e imbarazzi. Anche perché quella corte spietata, sotto gli occhi di tutti, faceva ancora più rumore nel piccolo paese della provincia in cui è avvenuta.
Ma ciò che turbava di più la ragazzina era ritrovarsi il 50enne costantemente alla fermata del bus o direttamente sul pullman, pronto a seguire ogni suo spostamento. Erano vicini di casa. Lui l’aveva notata e non riusciva più a togliersela dalla testa. Cercava di avvicinarla per parlarle, la guardava con insistenza.
Una persecuzione andata avanti per qualche mese, finché la ragazza non ne ha parlato con i genitori, che sono andati in questura.
A quel punto, per il 50enne è partito l’avviso di garanzia per stalking, senza alcuna misura cautelare.
Da quando ha saputo di essere al centro di un’indagine della squadra mobile di Viterbo, coordinata da Fabio Zampaglione, il 50enne avrebbe smesso di importunare la ragazzina. Ma agli agenti avrebbe detto di non volerle fare alcun male: si era sinceramente innamorato di lei.
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