Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È caos sul nuovo Isee. A lanciare l’allarme è la segreteria di Cgil e Spi-Cgil di Viterbo che chiede più chiarezza nella procedura al fine di tutelare le famiglie e i cittadini, soprattutto gli anziani, nell’accesso ai servizi e ai benefici economici.
Nonostante il 22 gennaio 2015 sia stata stipulata la nuova convenzione tra l’Istituto nazionale previdenza sociale e i Centri di assistenza fiscale (Caaf) per l’attività relativa alla certificazione Isee per l’anno 2015, il segretario della Cgil Carlo D’Ubaldo e la segretaria di Spi-Cgil Marisa Roberti spiegano di essere impossibilitati alla compilazione dei nuovi modelli Isee per mancanza di opportuna conoscenza da parte degli utenti del procedimento necessario.
“In questi giorni tanti cittadini si sono rivolti ai patronati per la compilazione del nuovo Isee e sono andati via a mani vuote – affermano i segretari -. Sta diventando una situazione davvero difficile visto che l’Isee serve per molte pratiche di accesso ai contributi e ai servizi. Ritardi, confusione e approssimazione rischiano di trasformare le nuove regole sull’Isee in un ostacolo per i cittadini”.
Entrate in vigore il primo gennaio e nate per garantire equità e giustizia nell’accesso alle prestazioni, tali regole diventano ostacoli per i cittadini, sui quali si stanno scaricando i disagi legati alla transizione da un sistema all’altro, gestita senza far ricorso ad una campagna di comunicazione appropriata.
La nuova normativa, infatti, nella pratica risulta complicata e farraginosa. Fino a ieri i Caaf potevano fornire immediatamente il documento Isee all’interessato; oggi, invece, la nuova procedura impone la presentazione di particolari documenti non immediatamente reperibili, per esempio la giacenza media dei conti correnti, che una volta in possesso del Caaf andranno trasmessi all’Inps che fornirà l’attestazione Isee dopo 10 giorni lavorativi.
Come si concilierà questo lungo processo con i bandi delle varie amministrazioni che spesso hanno tempi di scadenza ristretti?
“È necessario definire per gli utenti procedure chiare e quanto più possibile omogenee sul territorio – concludono i segretari – evitando pericolose sovrapposizioni tra la vecchia e la nuova normativa, per continuare a garantire ai cittadini in difficoltà quel minimo aiuto possibile in situazioni economiche precarie”.
Cgil Viterbo
Spi-Cgil Viterbo
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