Viterbo – (g.f.) – “La situazione è critica, questo mese gli stipendi non saranno pagati”.
Talete: dopo i sindacati, il grido d’allarme, stavolta senza troppi giri di parole, lo lancia pure il presidente Stefano Bonori.
E mentre i lavoratori si preparano allo sciopero, oggi è in programma un’assemblea, la politica sembra incapace di comprendere la reale gravità della situazione in cui si trova la società idrica.
Ieri mattina era convocata la consulta d’ambito alle 10.30. I sindaci si sono presentati con tutto comodo a mezzogiorno. Quelli che c’erano.
Giusto in tempo per ascoltare Bonori, che poi è andato in prefettura A discutere con i sindacati della situazione, visto che si va verso il raffreddamento dei rapporti fra lavoratori e Talete.
Seppure non sia la società quella che i dipendenti stanno prendendo di mira. Ma la politica.
Politica che anche ieri ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza.
“Non sono più disposto a sopportare questo stato di cose – – dice Bonori – non si può giocare pensando che la responsabilità ricada su altri.
Forse non è chiaro che la situazione di Talete è critica, insostenibile. Questo mese non si pagheranno gli stipendi.
Siamo riusciti a fermare il fornitore d’energia elettrica dicendogli che stavamo provvedendo a pagare gli arretrati e grazie all’intervento di una banca.
Non siamo in grado di pagare i fornitori”.
Un quadro mai verificatosi prima. “Non era mai capitato d’assistere a uno scenario così drammatico. Mai era successo d’avere pignoramenti per sei milioni, per fornitori non pagati”.
In tutto questo ieri i sindaci della consulta d’ambito, organo ristretto dell’Ato, dovevano vedersi per stilare la delibera con gli impegni da approvare poi, e rendere sostenibile il futuro della società idrica.
Anzi, più che sostenibile, darle qualche speranza di futuro.
“Io però – fa notare Bonori – non vedo fra i presenti segretari generali o ragionieri dei comuni, eppure le scelte da intraprendere interagiranno con i bilanci di ciascun’amministrazione comunale”.
Non sono molte le strade percorribili: o un aumento di capitale o un’obbligazione verso Talete, così da permettere alla società d’andare in banca e chiedere un finanziamento: “Sempre che ce lo diano”.
Finito l’intervento, Bonori è dovuto andare in prefettura e la discussione è proseguita senza il presidente.
Alla fine è stato deciso che il comune di Viterbo approvi l’ordine del giorno già predisposto in cui s’impegna a favore di Talete a patto che: la regione commissari tutti i comuni facendoli entrare, che garantisca sul debito pregresso, che sostenga l’Ato debole.
Una volta approvato dal comune capoluogo, lo faranno tutti gli altri. Forse.
E per quando si saranno avverate tutte le condizioni richieste nella delibera, Talete sarà solo un ricordo. Lontano.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY