Viterbo – “Sogno la direzione artistica dell’Unione”.
Di ruoli nella sua carriera ne ha ricoperti tanti. Ha fatto divertire con le sue interpretazioni e i suoi personaggi. Tra i tanti, quello di Marcello, il simpatico protettore, al fianco di Eva Grimaldi nel film cult dell’estate Abbronzatissimi del ’91. Lunga la lista degli spettacoli a teatro, ma anche in tv e al cinema.
Accento al limite del romanesco, capello brizzolato, occhio vispo e e tanto entusiasmo. Pier Maria Cecchini, attore e regista, si racconta e racconta il suo riscoperto legame con Viterbo, la città in cui è cresciuto. E’ qui che ha intenzione di tornare ed è qui che è riposto il suo sogno nel cassetto: la direzione artistica l’Unione, che lo ha visto esibirsi da ragazzo, quando ha iniziato ad appassionarsi di spettacolo.
“Il 28 gennaio c’è stata la prima del corto che ho diretto “Amari ricordi” e a cui ha partecipato Giancarlo Giannini – racconta Cecchini -. All’evento alla Casa del cinema a Roma, c’erano Pupi Avati, Guliana De Sio e Laura Morante. Il mio è un omaggio al grande Federico Fellini e a Giulietta Masina. E’ la cifra del loro amore, e del loro amore per il cinema. Nel corto, riprendono vita le poetiche atmosfere attraverso le quali Fellini ha regalato nuovi scenari per la fantasia. Stupore, meraviglia, candore, tristezza, ma anche il sogno, che è sempre sempre presente come motore che veicola l’incanto e il realismo magico del grande regista. Probabilmente in estate lo proietterò a Viterbo”.
Prima ancora, però, c’è stato lo spettacolo, che Cecchini interpreta e dirige, “50 sfumature di etrusco” in onore delle sue origini. “Un ritratto ironico e scherzoso di vizi e virtù che caratterizzano la città dei Papi e i suoi abitanti. Sul palcoscenico sfilano, infatti, uno dopo l’altro, tantissimi personaggi che, in un modo o nell’altro, incarnano la viterbesità. La gente lo ha apprezzato e forse lo ripresenteremo”.
L’attore ha diversi progetti in cantiere. “Si stanno muovendo un sacco di cose, ma vedremo. Vorrei organizzare stage e campus estivi per chi vuole dedicarsi a questo settore, con uno sguardo attento ai giovani coi quali ora avrò modo di confrontarmi, anche grazie al mio nuovo incarico di insegnante di Storia dello spettacolo all’Accademia delle belle arti”.
Ma nella lista dei suoi sogni, ce n’è uno che li supera tutti. “Vorrei candidarmi alla direzione artistica del teatro dell’Unione. Sarebbe un sogno. Mi piacerebbe richiamare grandi personaggi intorno a questa importante struttura per rendere grande la città. La mia passione nasce proprio qui, a 12 anni, con uno spettacolo del professore Galli alla scuola Vanni. Poi le esperienze al teatro di parrocchia e a 18 anni, le esibizioni all’Unione. Dopo la mia avventura a Roma, passo anche alla televisione al cinema. Il mio desiderio però è sempre stato quello di tornare nella mia città per formare una compagnia locale di attori”.
Cecchini è pronto a mettersi in gioco. “Ho sempre amato questa città e voglio mettermi a disposizione e mettere a disposizione la mia carriera di oltre trenta anni per aiutare chi vuole fare questo mestiere e avvicinarsi all’arte. Mi rendo conto che mancano le risorse e gli spazi, specie quelli rivolti ai giovani che devono avere la possibilità di scegliere. Opero sul territorio e non sono di quelle persone che fanno promesse per poi andarsene. Insieme a chi ha voglia di fare e realizzare progetti, sono pronto a dare vita a questo progetto. Ho un buon rapporto con il mio pubblico che numeroso assiste alle mie performance e sono loro a chiederlo. Vorrei che Viterbo venisse riconosciuta per la sua grandezza storico-artistica e che torni a essere un centro di cultura con festival e manifestazioni di livello, tali da richiamare tantissima gente. Voglio, infine, vedere un teatro pieno di giovani che hanno voglia di fare e che studiano e poi creare una compagnia teatrale stabile che vada in giro per l’Italia con la sigla di Viterbo”.
Pippi
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