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Politica - Viterbo - La componente fioroniana si è riunita in vista delle elezioni per il rinnovo della Provincia

Un candidato che allarghi i confini oltre il Pd

di Paola Pierdomenico
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Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni 

Viterbo – Un candidato che allarghi i confini oltre il Pd.

Il modello della variegata alleanza al comune di Viterbo potrebbe presto sbarcare in Provincia. “Formula che vince non si cambia”, o meglio squadra. E Giuseppe Fioroni la ripropone, con un candidato di sinistra che guardi un po’ a destra e magari strizzi l’occhio al centro. L’ex ministro del Pd ha chiamato a raccolta i suoi in vista del voto per il rinnovo di palazzo Gentili.

Una quarantina in tutto i partecipanti democratici tra sindaci, consiglieri e amministratori della Tuscia.

Nell’incontro “carbonaro”, visto che, a detta dei partecipanti, quelli ufficiali del Pd non tengono conto di tutti i parlamentari del territorio e dei consiglieri regionali, si è discusso appunto del “candidato ideale” da proporre. Un nome che allarghi il consenso e vada oltre il Pd.

Colpa della segreteria provinciale sarebbe, infatti, quella di ristingere il perimetro dei consensi condannando il partito a sconfitte annunciate.

Dalla riunione dei popolari, è emersa, invece, la volontà condivisa di individuare un nome che allarghi i confini dell’alleanza. Non un pacco da parcheggiare temporaneamente.

Riproporre quindi il modello dell’alleanza “mista” che ha portato alla vittoria del Comune di Viterbo.

“Servono consultazioni reali e non suddivisioni – dice una delle persone presenti alla riunione -. Basta parlare del sesso degli angeli o far nascere aspettative in chiunque si proponga per arrivare a candidature che mettono gli uni contro gli altri. Il percorso da intraprendere è un altro. Il 14 marzo, alla direzione provinciale, che vaglierà i nomi e le liste, non vogliamo assistere da spettatori. L’atteggiamento del passato ha portato frutti malsani e deve essere superato”.

Miglior candidato e altrettanto migliori alleanze. Dalla riunione, comunque, non sono trapelati nomi. A detta di tutti però, un Pd maturo e una classe dirigente matura dovrebbero guardarsi in casa e trovare la persona più rappresentativa. In un ente, la Provincia, rimasto senza soldi, ma con le stesse competenze, serve apertura e condivisione per gestire settori strategici come le strade, la scuola e l’ambiente che coinvolgono tutti i cittadini. Il modello delle spartizioni,vecchio stile dell'”establishment” è superato. La visione dei popolari va oltre.

Anche perché saranno elezioni di secondo livello, in cui saranno chiamati a esprimersi i sindaci e i consiglieri comunali che eleggeranno presidente e consiglio. Viterbo inciderà sul voto in maniera significativa, coi suoi 33 consiglieri che corrispondano a tutta la fascia dei comuni tra i tremila e i seimila abitanti

Tra i popolari si cerca quindi una figura rappresentativa per allargare i confini oltre il Pd ed evitare una guerra di tutti contro tutti per poi restare a mani vuote.

A oggi, infatti, il Pd avrebbe sulla carta la maggioranza, il 53%, tenendo conto però delle liste civiche che, non è detto, si schierino automaticamente con il partito, come, per i popolari, pensa erroneamente la segreteria.

Paola Pierdomenico


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8 marzo, 2015

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