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Viterbo - Comune - Maggioranza in ordine sparso in commissione - Passa l'ordine del giorno solo grazie al sì dell'opposizione

Il centrosinistra si spacca pure sulle case popolari

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La quarta commissione in riunione

La quarta commissione in riunione 

Viterbo – (g.f.) – Ogni ragione è buona per spaccarsi. Anche sull’emergenza abitativa.

Argomento tanto delicato quanto scivoloso e sul quale il centrosinistra è di nuovo caduto.

In quarta commissione si approva l’ordine del giorno sugli alloggi, dopo rinvii e tentennamenti, ma la maggioranza va in ordine sparso: Scorsi (Pd) vota no, Troncarelli (Pd) e Bizzarri (Pd) si astengono, Ciorba, Insogna (Oltre le mura), invece sono per il sì.

E meno male che pure l’opposizione è favorevole.

Documento approvato, figuraccia evitata. Ma è solo il primo round, il bello arriverà in consiglio comunale, quando si entrerà nel vivo del dibattito.

Perché l’ordine del giorno si occupa di rivedere le graduatorie di chi è in attesa di un alloggio popolare e fra qualche mese si assegnano cinquantadue appartamenti al serpentone di Bagnaia.

Nella graduatoria comunale ci sono 840 famiglie.

L’obiettivo è andare a un nuovo bando, con criteri diversi. Mica facile. Il dirigente Rossetti, in commissione ha qualche dubbio. La procedura è lunga.

Trattandosi di case d’ampia metratura, a Bagnaia vi potranno entrare solo nuclei composti da almeno quattro persone, quindi non i primi in graduatoria.

Mentre dal Pd Arduino Troili, che con Chiara Frontini (Viterbo 2020) è stato fra i più assidui consiglieri della sottocommissione che ha prodotto il documento, mette in guardia sul fatto che circa la metà delle famiglie saranno non viterbesi. Si rischia il ghetto.

Argomento che non piace molto a Paolo Moricoli (Sel).

Fra i criteri per l’accesso a un alloggio, c’è il requisito dei dieci anni di residenza. Bocciata la proposta di Christian Scorsi (Pd) per accorciare il termine a cinque anni.

Il voto non è stato indolore pure per come ci si è arrivati. Santucci (Fondazione) proponeva prima d’avere il via libera dalla regione sull’ordine del giorno, visto che ha competenza sull’argomento, ma alla fine la conta c’è stata.

Con la benedizione dell’assessore ai Servizi sociali Fabrizio Fersini. E la felicità di Giulio Marini (FI): “E’ stato approvato un documento in cui si ribadisce quello che sei anni fa intendevo fare io, ma che non è stato fatto per la contrarietà di molti”. Meglio tardi che mai?


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13 marzo, 2015

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