Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” Dalla tradizione cristiana dovremmo imparare le regole base per la vita civile e il rispetto per gli altri. Dopo giorni di teatrino sul caso Lupi, il Movimento Patriae – Fronte dei popoli europei prova a riportare la discussione sul vero problema, tutto italiano, dell’ennesimo scandalo corruzione.
“Per giorni sulla stampa e in tv, grazie ai vari commentatori, non si è sentito altro che parlare di dimissioni o di chi avrebbe preso il suo posto – sottolinea il coordinatore provinciale Federico Fracassini – e tutto questo è sconfortante! Possibile che nessuno si sia preoccupato di evidenziare l’unica notizia degna di nota in questa vicenda, cioè il malaffare che da sempre caratterizza le grandi opere di questo Paese? Possibile che tra tutti i politici locali, deputati, senatori, consiglieri regionali e amministratori vari, nessuno abbia notato che tra le opere finite nel mirino della Magistratura ci sono anche le infrastrutture strategiche per la Tuscia? Quali? Di certo l’autostrada Tirrenica ma soprattutto la Civitavecchia – Orte, che ancora non riesce ad essere completata nell’ultimo tratto da Cinelli al mare?”
Patriae punta dritta ai progetti di pubblico dominio ponendosi alcune domande: come è possibile che l’Anas abbia progettato quel tratto necessario al completamento del percorso prevedendo 6,5 chilometri di gallerie per ogni senso di marcia? Complimenti davvero! I progettisti dovranno aver studiato molto per riuscire a trovare chilometri di gallerie da scavare… in un territorio pianeggiante che punta al mare! A pensar male si fa peccato… ma ci si azzecca!
“In tutto questo viene in mente che c’è un progetto valido, presentato ufficialmente già nel’aprile del 2011. Dopo l’ennesimo mancato finanziamento, si parlava di 860 milioni per realizzare quel piccolo tratto – prosegue Fracassini – alcuni progettisti viterbesi guidati dall’architetto Bernardino Porciani realizzarono gratuitamente un nuovo progetto per quell’ultimo tratto che porta a Civitavecchia, seguendo un percorso alternativo che non solo limita a 700 metri le gallerie, ma le prevede di tipo artificiale, riducendo drasticamente i costi a poco più di 200 milioni di euro e garantendo una maggiore sostenibilità ambientale”.
Il progetto fu presentato ufficialmente alla regione Lazio, rappresentata dall’allora assessore Malcotti, e fu poi visionato nel dicembre 2012 da una commissione composta da regione Lazio, ministero dell’ambiente, Soprintendenza beni paesaggistici e architettonici, alla presenza del direttore compartimentale dell’Anas per il Lazio. Nella relazione, sottoposta agli enti preposti a titolo gratuito, era evidenziato uno studio completo sull’impatto ambientale, con l’elaborazione tridimensionale animata di tutta l’opera.
“Invece di prendere il progetto già realizzato – conclude Fracassini – il ministero ha dato nuovamente all’Anas l’incarico di progettare un percorso alternativo al primo, per la ‘modica’ cifra di 2 milioni di euro. Sarò prevenuto io, magari, ma qualcosa mi fa pensare che potrebbe uscire fuori un progetto come quello che l’Anas ha già visionato e messo agli atti, ottenuto gratuitamente.
E torniamo all’ennesima storia di malaffare, ci si dovrebbe preoccupare meno di regali ai figli dei ministri, e più di milioni di euro che ballano, mentre la Tuscia vede le proprie prospettive future compromesse, magari per disattenzione nei confronti dei possibili investimenti che potrebbero aiutare moltissimo settori come turismo e logistica, risollevando una situazione economica non esattamente florida”.
Movimento Patriae
Fronte dei popoli europei
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