Viterbo – Una volta, ai tempi del colonnello Bernacca, c’era l’anticiclone delle Azzorre che ci portava il bel tempo, tranquillo, quello con la tramontana buona e poi c’erano le perturbazioni, che portavano la pioggia sì, ma tranquilla, e poi passavano, un giorno massimo due e tornava il bello.
In primavera le perturbazioni erano più frequenti, ma veloci, in autunno talvolta persistenti con la “saccatura” (Bernacca docet) nel golfo di Genova, quella che alimentò l’alluvione di Firenze e altre.
Tutto sotto controllo, tutto registrato e catalogato dallo “storico” meteorologico.
Adesso? Arrivano impulsi freddi-artici improvvisi, che si insinuano fin nel Mediterraneo, dove trovano un mare surriscaldato per dare origine a vortici di 700-900 km di diametro, che avvolgono tutta l’Italia contemporaneamente.
E non piove, no. Diluvia! Con il satellite si vedono benissimo i tipi di aria (calda – fredda) e i movimenti delle nubi: ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
I primi di marzo 2015 i flussi sull’Italia erano caotici. Il riscaldamento globale non perdona.
Paolo Candy
Direttore Osservatorio astronomico dei Cimini
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