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Viterbo - Si trattava della prima lezione delle guide promossa dal Touring club

Sebastiano del Piombo, bene il seminario con Marco Zappa

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Viterbo - Marco Zappa durante la relazione su Sebastiano del Piombo

Viterbo – Marco Zappa durante la relazione su Sebastiano del Piombo

Viterbo - Marco Zappa durante la relazione su Sebastiano del Piombo

Viterbo – Marco Zappa durante la relazione su Sebastiano del Piombo

Viterbo - Marco Zappa durante la relazione su Sebastiano del Piombo

Viterbo – Marco Zappa durante la relazione su Sebastiano del Piombo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sala conferenze della Rocca Albornoz affollata da guide turistiche e non per la prima lezione di un seminario di aggiornamento culturale di ieri 3 marzo promosso dal Touring Club di Viterbo, su interessamento del console Vincenzo Ceniti, in collaborazione con Provincia, soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale e associazione culturale Historia.

Il relatore Marco Zappa, affabile e puntuale nelle citazioni storiche, ha approfondito la figura di Sebastiano Luciani detto del Piombo e il contesto del suo soggiorno romano, introducendo particolari e curiosità soprattutto nei rapporti non sempre cordiali con altri artisti del tempo e lo stesso Michelangelo cui si deve parte del cartone della celebre “Pietà” che si ammira nel Museo Civico di Viterbo.

“Le fonti sono scarse – annota Zappa – anche perché il Vasari, maggiore cronista del tempo, dedica poche pagine al pittore veneziano”.

Veniamo a sapere che Sebastiano del Piombo (ebbe da Clemente VII l’incarico ufficiale di “piombare” le bolle pontificie) aveva una padronanza assoluta del colore, tipica della suola veneziana, mentre Michelangelo aveva più padronanza nel tratteggio del disegno.

Da questa cordata sarebbero nati capolavori indiscussi come la stessa “Pietà” e la “Flagellazione”. Quest’ultima presenta molti elementi in comune con quella nella chiesa romana di San Pietro in Montorio. che Sebastiano dipinse su committenza del mercante fiorentino Francesco Borgherini.

Altra curiosità. Il volto del Cristo della “Pietà” è molto somigliante a quello del pontefice (omaggio, forse, al suo benefattore) e probabilmente per questo che la testa del Cristo, apparentemente decontestualizzata dal corpo (più piccola e non in asse), non sembra appartenere a cartoni preparati da Michelangelo che invece ha curato quelli della Madonna, a somiglianza delle grandi figure del Giudizio nella Cappella Sistina.

Molte le domande delle parte delle guide presenti in platea che dimostrano quanto fascino esercitino le due tavole. Prossimo appuntamento martedì prossimo 10 marzo (stessa ora e stesso luogo) con Antonio Rocca che commenterà il Sacro Bosco di Bomarzo.

Vincenzo Ceniti


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4 marzo, 2015

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