Viterbo – (g.f.) – Stalking, sono circa 1.200 i casi che restano nell’ombra a Viterbo e si arriva a 7.500, se si considera l’intera provincia.
Dati riferiti alla Tuscia sul fenomeno non ci sono, ma proiettando quelli nazionali, si può avere un’idea abbastanza fedele di come sia diffuso.
Molto più di quanto ci si aspetti.
I numeri li ha esposti Paolo Dattilo, psicologo e coordinatore dello sportello Sai, presentando l’iniziativa che dal 19 aprile porterà in dieci comuni la campagna di sensibilizzazione: “Sai, noi ci siamo contro lo stalking”.
Perché non ci sono soli i casi di cronaca, ma il quotidiano è fatto di tanti episodi, comportamenti, il più delle volte messi in atto da parenti, amici, che condizionano pesantemente la vita di chi li subisce.
E non c’è bisogno d’arrivare alla violenza vera e propria, come spiega Roberta De Vito, volontaria Sai.
“Esiste anche la violenza psicologica – osserva De Vito – che può essere l’uomo che impedisce di andare fuori alla moglie”.
Lo sportello girerà per i dieci comuni che hanno aderito, Bolsena, Castel Sant’Elia, Celleno, Civitella d’Agliano, Latera, Lubriano, Marte, Tarquinia e Vallerano.
Un punto d’ascolto o semplicemente per avere informazioni, ricevere sostegno ed eventualmente un indirizzo.
Fra le amministrazioni non figura quella di Viterbo. Seppure essendo il capoluogo, anche solo numericamente è la realtà più interessata.
“Nella fascia compresa fra 19 e 39 anni – spiega Dattilo – si colloca il 70 per cento di chi subisce. Un quarto è vittima da almeno cinque anni.
Non tutti arrivano a denunciarlo, perché si pensa di non essere creduti o protetti o si ritiene di riuscire a gestire da soli il rapporto magari con l’ex partner”. Ma non è così e gli effetti si vedono.
“Le conseguenze – continua Dattilo – sono pesanti. La vittima soffre d’ansia, le relazioni interpersonali sono limitate, accusa disturbi del sonno o dell’alimentazione”.
Nel 59 per cento dei casi lo stalking è telefonico, anche solo con squilli senza risposta, quindi appostamenti e pedinamenti.
Le strutture sono carenti e non riescono a farsi carico della domanda.
“Qui s’inserisce lo sportello, con figure professionali, dando accoglienza, ascolto e orientamento”.
Stamani alla Fondazione Carivit la presentazione dell’iniziativa, con il presidente dell’ente Brutti che partecipa allo sportello insieme ai comuni, la Banca di Viterbo, Backstage Academy per la logistica e McDonald che mette a disposizione gli spazi per ospitare lo sportello itinerante a Viterbo.
“Il fenomeno – ribadisce Massimo Pistilli, presidente Sai – è più diffuso di quanto ci si possa immaginare, soprattutto fra i giovani in età adolescenziale.
E’ importante la collaborazione con i comuni, è il luogo dove la comunità si esprime e scresce”.
Primo appuntamento il 19 aprile e si andrà avanti fino al 28 giugno.
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