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Viterbo - Comune - Bilancio delle sedute 2014 - 54 convocazioni fra punti disattesi o al limite dell'utilità

Tanti consigli e pochi fatti…

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Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale 

Viterbo – In un anno cinquantaquattro sedute. Tre sono andate deserte per mancanza del numero e sei sono state dedicate a interrogazioni.

Il consiglio comunale in numeri. La matematica non è un’opinione, ma quella che ci si può fare scorrendo le cifre del 2014 non è tra le migliori.

Complessivamente sono state adottate 203 delibere, ma se si tolgono quelle dovute, ovvero bilancio e affini, l’anno appena trascorso non resterà negli annali di palazzo dei Priori come uno fra i più proficui.

E’ la democrazia, è giusto che i consiglieri s’incontrino e discutano, ma spesso e volentieri il dibattito si è trasformato in quattro chiacchiere al bar.

Fra gli atti approvati, ci sono i consigli dei territori, a Grotte Santo Stefano, San Martino, Roccalvecce e Bagnaia. Chi li ha visti?

Dodici le mozioni cui è stato dato il via libera. Fra quelle che hanno “lasciato il segno” il mercato multietnico, tanto discusso quanto disatteso, l’adesione all’associazione Città della Fraternità, quindi un market per la distribuzione di generi alimentari.

Ma ci sono stati anche il registro per le coppie di fatto e le attrezzature per il parco pubblico a santa Barbara.

Venti gli ordini del giorno prodotti: iniziative a sostegno di padri e genitori separati (come, dove e quando?), a favore del lavoro (quale?), il riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace. Efficace presa di posizione quest’ultima, tanto che una volta approvata, sono cessati tutti i conflitti mondiali.

Ok anche alla ricerca bandi europei, nazionali e regionali per ottenere finanziamenti. Sarebbe interessante capire cosa e quanto ha prodotto.

Altro punto, lo spostamento della sede della Sovrintendenza dell’Etruria Meridionale a Viterbo. Non è finita esattamente così.

Via libera alla candidatura Unesco città etrusche, associazioni europea delle città storiche termali, quindi la donazione organi e la solidarietà ai lavoratori di Terni e sulla chiusura dei presidi polizia ferroviaria e sommozzatori.

Tredici i regolamenti adottati, per la concessione di contributi in campo sociale, servizi educativi per l’infanzia. Quest’ultimo tema, evidentemente molto delicato, ha richiesto cinque sedute.

Poi gli impianti sportivi, contributi rifacimento facciate, per le ripresa audiovisive in consiglio, per le palestre scolastiche, imposta di soggiorno e per le coppie di fatto. Quindi regolamenti d’obbligo per Tasi, Tari, Imu e Ici.

Ai bilanci sono stati dedicati cinque consigli, dieci delibere sono state approvate per alienazioni, vendite, permute di terreni comunali e altre dieci riguardano pratiche edilizie.

Una seduta è stata impegnata alla pedonalizzazione del centro storico, due per Esattorie.

Tirando le somme, si poteva fare di più, discutendo argomenti che alla città magari interessano di più e si poteva fare anche di meno. Con 54 sedute si poteva fare meglio.

A Ravenna, città al top in Italia per qualità della vita secondo il Sole 24 Ore, di sedute ne sono state convocate 40.

A Trento 48, a Modena, la terza 30, a Trieste 43.

Ad Agrigento, fanalino di coda della graduatoria del quotidiano economico, invece il numero delle sedute arriva a quota 69.

I dati sono desunti dalle convocazioni o registrazioni dei consigli, riportato sui siti di ciascun ente.

Giuseppe Ferlicca


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17 marzo, 2015

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