Viterbo – Veglia mariana alla Trinità per i cristiani perseguitati.
E’ stata una provvidenziale ispirazione di P. Ludovico Centra, nuovo parroco e rettore della chiesa agostiniana della SS. Trinità, quella di intensificare la preghiera mariana nel santuario cittadino intitolato alla Madonna Liberatrice con una solenne veglia il primo sabato di ogni mese alle ore 21.15.
Come ha affermato lo stesso P. Ludovico “per meglio prepararci alla celebrazione dell’ottavo centenario del culto della Liberatrice a Viterbo nel 2020, e per rinvigorire la nostra fede nel Cristo Gesù, il Figlio del Dio vivente, vogliamo onorare la nostra Protettrice con un affidamento mensile, durante il quale La contempliamo come maestra di vita spirituale, per fare, come Lei, della nostra vita un culto a Dio e del nostro culto un impegno di vita (cfr. MC 21). Accompagnandoci a Lei con cuore penitente ed orante, ci poniamo sotto la Sua materna protezione e testimoniamo al mondo la gioia di essere cristiani”.
Da diversi mesi, quindi, alla spicciolata o a gruppi, la sera di ogni primo sabato convengono alla Trinità numerosi fedeli – ammalati, anziani, giovani, coniugi, fidanzati – per un momento d’intimità con la Liberatrice dei Viterbesi per uno sguardo di tenerezza, un’ispirazione rigenerante, un ringraziamento, una grazia da chiedere.
E’ davvero importante è affidarsi a Colei, la cui materna e tenera premura ci avvolge di serenità e di sicuro punto di riferimento, specie nei momenti di particolare disagio spirituale e materiale.
Questa sera, 7 marzo, anche su iniziativa dei Cavalieri Costantiniani di San Giorgio, che hanno prescelto la Chiesa della SS..Trinità come centro della loro vita spirituale, nel corso della veglia mariana delle ore 21,15, una particolare intensione di preghiera sarà riservata ai cristiani perseguitati.
Come apprendiamo ogni giorno dai mezzi comunicazione, in varie parti del mondo i nostri fratelli di fede sono oggetto di attacchi continui da parte di fondamentalisti e gruppi terroristici: esposti a minacce e violenze, conoscono l’umiliazione dell’esilio fino all’uccisione. Le loro chiese sono profanate e la stessa presenza cristiana è a rischio d’estinzione in Paesi di antica evangelizzazione.
Roberto Saccarello
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