Viterbo – Un viterbese al “tour de France” della mountain bike.
Luca Chiodi gareggerà alla Absa Cape Epic 2015, la più importante gara a tappe del mondo che prenderà il via da Città del Capo in Sud Africa il prossimo 15 marzo e terminerà al Meerendal Wine Esate il successivo 22 marzo.
Sette tappe, tutte di oltre 100 chilometri, circa 6 ore ogni giorno di pedalata. Per un totale di 739 chilometri e un dislivello complessivo di 16 mila metri.
E’ una gara di mountain bike per professionisti e amatori che si corre a coppie, organizzata dall’Unione Ciclista Internazionale e paragonata per importanza a quello che per le gare su strada è il Tour de France o il Giro d’Italia.
Basti pensare che ai nastri di partenza ci sono i più importanti esponenti della Mtb mondiale, fra i quali l’attuale campione olimpico, nonché campione del mondo, il ceco Jeroslav Kulhavy, che correrà in coppia con lo svizzero Christoph Sauser, vincitore dell’edizione dello scorso anno e delle due precedenti e pluricampione del mondo.
E ancora: il ceco Kristian Hynek insieme all’austriaco Alban Lakata; il tedesco Karlo Platt con lo svizzero Urs Huber e tanti altri. Lo scorso anno ha partecipato anche il bronzo olimpico italiano Marco Aurelio Fontana, che quest’anno esordirà anche con la nazionale dei professionisti su strada diretta da Davide Cassani, in coppia con il tedesco Fumic.
Luca Chiodi, di professione avvocato, è tra i dodici italiani in gara. Già campione regionale Fci nella specialità Marathon, nonché vincitore della classifica assoluta delle prime due prove (Civitavecchia e Trevignano Romano) del Trittico laziale 2015, giunto alla sua 23 esima edizione, affiancherà Angelo Di Veroli, italiano trasferitosi a Tel Aviv e diventato campione d’Israele. E’ stato proprio Di Veroli a chiamarlo al suo fianco, offrendogli la possibilità di un’esperienza unica.
“La gara è fra le più massacranti – afferma Chiodi -. Lo scenario è quello africano, i pericoli sono ovunque: caldo, animali. Il percorso si snoda su sentieri impervi, fra irte salite e discese da percorrere a velocità pazzesche, anche 80 chilometri orari. Per non parlare, poi, dei possibili incidenti meccanici che debbono essere risolti in autonomia. Speriamo di non aver esagerato nello sfidare così tante avversità. Ho cercato di prepararmi senza sottrarre tempo agli impegni familiari e lavorativi. Per lunghi periodo sono costretto ad allenarmi alle 5 del mattino per stare in udienza alle 9. La decisione di partecipare non è stata semplice, una volta ricevuto l’invito. Devo ringraziare soprattutto mia moglie e tutti gli amici che hanno collaborato. Fra questi un grazie particolare per ordine casuale alla Plp Meccanica Srl corrente in Viterbo, alla ditta Nwsport corrente in Orte, alle Terme dei papi di Viterbo e alla Ciclimontanini di Civita Castellana. In vari modi hanno messo a disposizione per puro spirito di amicizia e passione per questo sport tutto quello che era nelle loro possibilità. Cercherò di tenere alto il nome di Viterbo”.
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