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Regione - Il vicecapogruppo del Pd, Riccardo Valentini, rende noto il rapporto 'Mafie nel Lazio' - Nella Tuscia presenti cinque famiglie mafiose

“Viterbo terra di conquista dei clan”

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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini 

Viterbo – Ottantotto clan mafiosi su tutto il territorio regionale, di cui 35 appartenenti alla ‘ndrangheta, 16 a Cosa nostra, 29 alla camorra, 2 alla Sacra corona unita, 6 autoctone. Sono solo alcuni dei dati forniti oggi dal rapporto ‘Mafie nel Lazio’, realizzato dall’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, in collaborazione con la Fondazione Libera Informazione”. A renderlo noto è Riccardo Valentini, vice capogruppo del Pd al consiglio regionale del Lazio.

Il documento è stato illustrato presso la sala Montecitorio, alla presenza tra gli altri del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del procuratore aggiunto e coordinatore Dda di Roma Michele Prestipino, di Alfonso Sabella, assessore alla Legalità di Roma Capitale, di Giampiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità.

“Nel rapporto – prosegue Valentini – si evidenziano presenze consolidate e minoritarie a Rieti e Viterbo, mentre forte è la presenza a Roma e provincia e nel sud pontino. Non solo, con un miliardo di euro di beni sequestrati nel 2014, Roma è la terza città, dopo Milano e Palermo, per numero di sequestri e il Lazio è la sesta regione in Italia”.

Il rapporto ricostruisce inoltre i diversi stadi dell’infiltrazione mafiosa nel Lazio nel corso degli ultimi 30 anni, fino ad arrivare – evidenzia il rapporto – “in tempi recenti al vero e proprio radicamento”. Un dato confermato anche dal numero dei sequestri effettuati dal Tribunale per le misure di prevenzione di Roma su indicazione della Dda: nel solo 2014, si legge nel rapporto, in provincia di Roma sono stati sequestrati 849 beni immobili e 339 aziende per un valore di oltre un miliardo di euro. In questo quadro, la capitale e’ la terza citta’ per sequestri di beni dopo Milano e Palermo, mentre il Lazio è la sesta regione per confische dei beni mafiosi.

In provincia di Viterbo, il rapporto segnala la presenza dei clan Mammoliti, Libri, Zumbo-Gugliotta, Mollica e Nocera. Sono poi 6 i beni confiscati nella Tuscia. “Le inchieste svolte dalla Dda di Reggio Calabria – spiega il rapporto – ‘hanno evidenziato una ulteriore attività di riciclaggio e reimpiego svolta sul territorio laziale e in particolare a Viterbo dove venivano tratte in arresto numerose persone’. Nel provvedimento è stata evidenziata l’infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto economico della provincia, poiché alcune società di trasporto ed immobiliari, con sede a Viterbo, erano finanziate con il denaro proveniente dalla cosca, che veniva così riciclato”. Inoltre “Viterbo e il Lazio sono interessante dal traffico illecito di rifiuti e hanno il primato per reati di Archeomafie”. Infine, le “due province di Rieti e Viterbo sono al centro di un traffico di droga che le rende ‘terra di conquista’ futura dei clan”.

“Dati preoccupanti e decisamente allarmanti – sottolinea Valentini – che ci devono spingere a tenere alta la guardia e a sviluppare un lavoro con tutta la società civile, con tutte le organizzazioni che lavorano al servizio del territorio, per creare anticorpi solidi e che abbiamo come punti di riferimento assoluti la legalità, la giustizia, la democrazia e la nostra carta costituzionale”.

Il rapporto Mafie nel Lazio 


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19 marzo, 2015

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