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Carabinieri - Operazione Medioevo - 84enne denunciato per ricettazione - Reperti consegnati alla curia per la catalogazione e la ricomposizione

Antiquario beccato con bassorilievo e ceramiche del ‘500

di Francesca Buzzi
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Operazione Medioevo - I reperti del '500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo – I reperti del ‘500 sequestrati dai carabinieri

Don Luigi Fabbri con il colonnello Mauro Conte

Don Luigi Fabbri con il colonnello Mauro Conte

Operazione Medioevo - I reperti del '500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo – I reperti del ‘500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo - I reperti del '500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo – Il bassorilievo in marmo

Operazione Medioevo - La conferenza dei carabinieri

Operazione Medioevo – La conferenza dei carabinieri

Operazione Medioevo - I reperti del '500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo – L’anfora in terracotta

Don Luigi Fabbri con il colonnello Mauro Conte

Don Luigi Fabbri con il colonnello Mauro Conte

Santino Tosini, direttore dei beni culturali della diocesi di Viterbo

Santino Tosini, direttore dei beni culturali della diocesi di Viterbo

Operazione Medioevo - I reperti del '500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo – I reperti del ‘500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo - I reperti del '500 sequestrati dai carabinieri

Operazione Medioevo – I reperti del ‘500 sequestrati dai carabinieri

Viterbo – Un tesoro di inestimabile valore nascosto in un negozio di antiquariato del centro storico di Viterbo (fotogalleryslide).

Vasi di terracotta e ceramiche decorate ridotte in centinaia di pezzi risalenti al ‘500. E poi un’anfora e un preziosissimo bassorilievo di marmo, databile sempre intorno al Cinquecento e il Seicento.

E’ il bottino recuperato dagli uomini del colonnello Mauro Conte, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo, che hanno portato a termine un’articolata indagine partita da una segnalazione del gennaio del 2012 e culminata con la denuncia di T.I., 84enne titolare del negozio di antiquariato in cui sono state sequestrati i reperti storici.

“Tutto è iniziato dalla denuncia di furto di due quadri, copie di opere di De Chirico, messo a segno in un’abitazione di Viterbo – spiega il colonnello Conte -. Dopo una serie di controlli, pedinamenti e sopralluoghi i carabinieri hanno scovato i due dipinti in un negozio di antiquariato del centro storico, che sono stati subito riconsegnati al legittimo proprietario”.

Ma quelli non erano gli unici pezzi da novanta che il negozio nascondeva.

“L’antiquario custodiva una serie di casse, di quelle abitualmente utilizzate per il trasporto di cibo – continua Conte -, piene fino all’orlo di pezzi di ceramica dipinta risalente al ‘500. Insieme ai reperti, tutti già sapientemente divisi per colore, c’era anche un pregiato bassorilievo in marmo, anch’esso della stessa epoca, e un’anfora, ancora quasi del tutto intera”.

Il valore storico-culturale dei reperti è stato già accertato dalla sovrintendenza del Lazio che ha poi dato incarico alla curia di Viterbo di occuparsi della catalogazione, ricomposizione ed eventualmente della esposizione del tesoretto recuperato dai carabinieri.

Proprio stamattina, in occasione della conferenza stampa con la quale è stata illustrata l’operazione Medioevo, i militari di via De Lellis hanno consegnato ufficialmente il materiale sequestrato a don Luigi Fabbri, vicario generale della curia di Viterbo.

“Ringrazio i carabinieri a nome del vescovo e di tutti i viterbesi – ha commentato don Luigi Fabbri -. Il loro impegno e la loro professionalità hanno avuto come al solito un risultato encomiabile. Il patrimonio recuperato è un tesoro di tutti e tutti ne dovranno godere. Siamo lieti e fieri che la curia sia stata scelta come custode delle ceramiche e ci occuperemo con cura della loro ricomposizione per riuscire nel più breve tempo possibile a mettere in mostra gli oggetti nel museo diocesano”.

Ad occuparsi tecnicamente del lavoro di catalogazione e ricostruzione delle ceramiche sarà l’ufficio dei beni culturali della diocesi di Viterbo, rappresentato dal direttore Santino Tosini.

“Il museo ha già preso contatti con la sovrintendenza – ha aggiunto Tosini -. I pezzi sono già divisi per colore e quindi il lavoro è almeno in parte facilitato. Quando riusciremo a portare a termine le operazioni necessarie alla ricomposizione saremo lieti di esporle nella nostra struttura dando vita magari a una speciale sezione relativa esclusivamente alle ceramiche”.

Le indagini dei carabinieri di Viterbo, coordinate dal pm Franco Pacifici e guidate dal maresciallo Maurizio Iannaccone, hanno messo al sicuro un bottino di grande valore, che si aggiunge a quello di qualche settimana fa quando, sempre nella Tuscia, sono stati sequestrati ori e argenti.

“In quell’occasione si trattava di un valore strettamente economico – ha concluso il comandante Mauro Conte -, stavolta parliamo di beni inestimabili sotto il profilo storico-culturale. Un risultato importante ottenuto anche grazie alla sezione dei carabinieri Tcp (tutela patrimonio culturale), specializzati in questo tipo di reati”.

Francesca Buzzi


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14 aprile, 2015

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