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Vetralla - Fogna a cielo aperto sotto casa - Un cittadino, esasperato, chiede aiuto

“Da tre anni non possiamo aprire le finestre”

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Dino Lucreziotti

Dino Lucreziotti

Lo scarico abusivo - A destra le finestre di Dino Lucreziotti

Lo scarico abusivo – A destra le finestre di Dino Lucreziotti

La fogna a cielo aperto sotto casa di Dino Lucreziotti

La fogna a cielo aperto sotto casa di Dino Lucreziotti

Le cantine invase dal letame

Le cantine invase dal letame

La fogna a cielo aperto sotto casa di Dino Lucreziotti

La fogna a cielo aperto sotto casa di Dino Lucreziotti

Vetralla – Uno scarico abusivo a cielo aperto sotto le finestre che, d’estate, non si possono nemmeno aprire (fotocronaca – slide).

Sotto casa di Dino Lucreziotti l’aria è irrespirabile. Ma non è sempre stato così. E in teoria non dovrebbe esserlo affatto: la sua casa è in campagna, zona Mazzocchio, fuori dal centro abitato di Vetralla. 

Lui, meccanico, vive lì con la madre 88enne, anziana e malata. Per farle respirare aria pulita è costretto a portarla nella sua officina: la fogna è proprio sotto la finestra della sua camera e vicino a quella della cucina. Un fetore insopportabile.

“E’ da circa tre anni che siamo in queste condizioni – racconta Lucreziotti -. Da tre anni non siamo più padroni nemmeno di aprire la finestra. Uno scandalo. Ancora di più nella mia situazione, con mia madre anziana che, per le sue difficoltà a camminare, è costretta a passare a casa la maggior parte delle sue giornate. Abbiamo un covo di batteri sotto le finestre. Rischiamo seriamente di ammalarci e contrarre infezioni”. 

Ma a quanto pare non importa a nessuno. In tre anni Lucreziotti ha smosso mari e monti per trovare una soluzione: esposto in procura, comunicazioni alla Prefettura e ai vigili urbani. Alla fine del 2014, il comune aveva fatto un’ordinanza di ripristino dei luoghi. Anche la Asl ha fatto un sopralluogo. “Alla famiglia che mi abita vicino è stata fatta anche una multa – continua Lucreziotti – ma la fogna è rimasta dov’è”.

Il letame ha invaso le cantine rendendole impraticabili. Spazi inutilizzabili perché completamente insudiciati. Il tanfo è ripugnante ma, nonostante i mille solleciti di Lucreziotti a tutti gli enti preposti, nessuno si decide a prendere davvero in mano la situazione per far sparire quel lerciume.

“Sono stanco. Non posso credere che ci lasciano vivere così… Chiedo solo aria pulita e una vita dignitosa per mia madre. Vorrei che potesse svegliarsi la mattina senza respirare più quell’odore terribile”.


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1 aprile, 2015

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