Viterbo – La banda “Alceo Cantiani” di Ronciglione in concerto all’Università della Tuscia.
In occasione della decima Stagione concertistica dell’Università della Tuscia la banda “Alceo Cantiani” – diretta dal maestro Fernando De Santis – si esibirà il 18 aprile alle 18 all’auditoirium di Santa Maria in Gradi.
L’evento è dedicato alla memoria di Salvatore Salerno.
Programma
George Gershwin
(Brooklyn, New York 1898-Los Angeles1937)
Rapsodia in blue
(Trascrizione per pianoforte e banda)
Pianista
Luigi Laterza
Giuseppe Verdi
(Le Roncole, 1813-Milano, 1901)
Giovanna d’Arco
Sinfonia dall’Opera
Gioachino Rossini
(Pesaro, 1792-Parigi,1868)
L’Italiana in Algeri
Sinfonia dall’Opera
Vincenzo Bellini
(Catania, 1801-Puteaux, 1835)
Norma
Sinfonia dall’Opera
Giuseppe Verdi
(Le Roncole, 1813-Milano, 1901)
Aida
Finale II, parte I
Banda cittadina “Alceo Cantiani” di Ronciglione
La Banda Cittadina di Ronciglione fu istituita nel 1835. Nel 1988 èstata intitolata al Maestro Alceo Cantiani, che ne fu il Direttore per 34 anni. Il Maestro Domenico Altissimi la diresse dal 1956 al 1981 e a lui è intitola t a la nuova Scuola di Musica. L’organico odierno della Banda conta 58 Musicisti ed è il punto di riferimento di tutte le manifestazioni civili, religiose e folkloristiche della nostra Cittadina. Al Comitato Pro-Musica, rappresentato dal Presidente della Pro-Loco Rag. Luciano Camilli, è affidata la nomina del Presidente del Corpo Bandistico; da oltre vent’anni tale ruolo è ricoperto dal Cav. Alcide Pelliccia.
L’attuale Maestro è il Prof. Fernando De Santis, che la dirige dal 1 987. Sotto la sua guida la Banda Cittadina ottiene importanti riconoscimenti in Italia e all’estero, in un crescendo di affermazioni ai più importanti Concorsi: nazionali (Scandicci 2003 e 2008; Cascina 2008) e internazionali (2° Premio al Concorso di Santa Susanna in Spagna). Nel 2007 vince il Concorso Regionale Bande del Lazio, classificandosi al 1° posto assoluto nella 1° Categoria. La Giuria assegna al Maestro della Banda di Ronciglione, Prof. Fernando De Santis, anche il Premio Speciale quale Miglior Direttore del Concorso.
Fra le più importanti tournées europee, dove spesso viene invitata a rappresentare l’Italia riscuotendo ovunque uno straordinario successo di critica e di pubblico, da ricordare i Festival Internazionali di: Palma de Mallorca, Cale/la (Spagna), Francoforte sull’Oder (Germania), Slubice (Polonia), Praga (Repubblica Ceca). Il 12 Ottobre 2013, il Corpo Bandistico di Ronciglione vince il Titolo Europeo nella categoria Concerto, al XIV Concorso Internazionale di Malgrat de Mar (Spagna), classificandosi al 1° Posto assoluto davanti alla Repubblica Ceca (2° Classificata) e alla Germania (3° Classificata); successo decretato all’unanimità dai sei membri della Giuria Internazionale.
Fernando De Santis
Fernando De Santis nasce a Ronciglione (VT) nel 1964 e all’età di 13 anni viene ammesso al Conservatorio di Santa Cecilia, dove nel 1985 si diploma brillantemente in clarinetto sotto la guida del Maestro Pasqualino Pacione. Consegue inoltre il Compimento inferiore di pianoforte e successivamente intraprende gli studi di composizione.
Nel 1983 vince il Concorso in qualità di orchestrale clarinettista presso la Banda Musicale Nazionale dell’Aeronautica Militare. Nel 1988, 1990 e 1995 vince l’audizione per clarinetto e clarinetto basso indetta dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma con la quale inizia un’intensa collaborazione per oltre un decennio sotto la direzione di prestigiosi Direttori d’orchestra fra i quali: Michele Rescigno, Nello Santi, George Prêtre, Claudio Abbado, Daniel Oren, Zubin Meta.
Nel 1991 suona con l’Orchestra del Teatro dell’Opera e del Maggio Fiorentino nel Concerto in Mondo Visione de “I 3 Tenori” (Pavarotti, Carreras, Domingo) eseguito alle Terme di Caracalla.
Ha suonato inoltre con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma. Al Carlo Felice di Genova vince l’audizione nel 1993. Ha inciso presso la Forum di Roma Unione Musicisti importanti colonne sonore, collaborando con compositori di musica da film quali: Morricone, Piovani, Ortolani.
Dal 1987 è il Maestro Direttore della Banda Cittadina e Direttore Artistico della Scuola Musicale di Ronciglione che sviluppa negli anni dandole una connotazione professionale e dotando ogni singolo insegnamento strumentale di un professore specifico.
Nel 1998, su invito del Comune, unisce in un’unica struttura organizzativa la Scuola di Musica con la nascente Istituzione Musicale Comunale e ne accetta la nomina di Direttore Artistico e Presidente.
G. Gershwin, Rapsodia in Blue
La composizione fu inizialmente pensata dall’Autore per due pianoforti. L’incontro con Paul Whiteman, Direttore dell’Orchestra jazz di New York, spinse Gershwin a proporre la Rapsodia come brano per Pianoforte e Big Band. L’orchestrazione fu affidata all’arrangiatore di Whiteman, Ferde Grofé e venne presentata il 12 febbraio del 1924 all’Aeolian Hall di New York. L’esecuzione, al pianoforte Gershwin, che non aveva avuto neanche il tempo di scrivere la parte, fu un clamoroso successo. L’anno successivo la Rapsodia venne trascritta una prima volta da Grofé per Pianoforte ed Orchestra e nel 1942, dopo la morte dell’Autore, un’altra volta per Orchestra Sinfonica, così come è celebre oggi in tutto il mondo.
La Rapsodia in blu fonde due generi musicali, Jazz e Colta. La cultura musicale dalla quale proviene Gershwin lo porta sicuramente a inserire in un genere Classico sonorità e arrangiamenti Jazz o Blues da cui il titolo della Composizione.
La Rapsodia è fortemente rappresentativa della realtà metropolitana newyorkese e più in generale della cultura americana. Il titolo originario pensato da Gershwin infatti era American Rhapsody; l’autore stesso dichiarò: «… la udii come una sorta di multicroma fantasia, un caleidoscopio musicale dell’America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana».
Il lavoro inizia con un caratteristico trillo e una lunga scala cromatica ascendente del clarinetto (Benny Goodman la interpretò con un glissando e da allora l’esecuzione segue la tradizione del clarinettista), il cui assolo propone subito il tema principale (Molto moderato).
L’ingresso del Pianoforte (Moderato assai) anticipa l’intervento dell’Orchestra. Il tema viene rielaborato con fraseggi virtuosistici del pianoforte, solista o accompagnato dal discreto sottofondo orchestrale (Poco agitato), fino al maestoso tema proposto dall’orchestra (Tempo giusto).
Dopo aver proposto un nuovo tema, la composizione si spegne nuovamente, aprendo al Meno mosso del Pianoforte solo, che introduce nuovo materiale tematico, rielaborando sempre in maniera più complessa le melodie. L’orchestra torna nel dolcissimo Andantino moderato, ripreso poi dal Pianoforte.
Si passa quindi ad un ritmo più incalzante e sincopato (Agitato e misterioso), arrivando al Grandioso finale che ripropone definitivamente il tema principale.
G. Verdi, Giovanna d’Arco, Sinfonia
Giovanna d’Arco, dramma lirico in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera, tratto dal dramma di Schiller. La prima rappresentazione avvenne, al Teatro alla Scala di Milano, il 15 febbraio 1845. Settima Opera di Verdi, Giovanna d’Arco vide la sua rentrée milanese dopo Ernani e I due Foscari. L’accoglienza del pubblico fu trionfale; piacquero le diavolerie romantiche e le scene di massa. Piacque il carattere di Giovanna, uno dei più riusciti ruoli femminili verdiani prima di Violetta. Si tratta di “un lavoro di brillanti pezzi,” dove ottimi numeri, premonitori del Verdi futuro, si affiancano a sezioni di pura routine artigianale. La sinfonia di apertura, in programma, è certamente una delle pagine più riuscite dell’Opera, dove traspare nettamente il carattere fortemente drammatico della vicenda.
G. Rossini, L’Italiana in Algeri, Sinfonia
L’Italiana in Algeri, dramma giocoso in due atti di Gioacchino Rossini, fu rappresentato a Venezia, al Teatro San Benedetto, il 22 maggio 1813. Il libretto, precedentemente scritto per Luigi Mosca, venne musicato pure da Rossini in un tempo prodigiosamente breve, pare in soli 27 giorni. Rossini trattò la farsa, gli schemi buffi, con tale virtuosismo paradossale, da infondere nuova vita e arguzia alla ormai stanca opera comica italiana. Si ritiene che l’argomento sia ispirato alle disavventure di una signora milanese, Antonietta Frapolli, catturata dai corsari nel 1805, finita nell’harem del pascià di Algeri e ritornata poi in patria. Il brano eseguito è la celebre Sinfonia che apre l’opera omonima.
V. Bellini, Norma, Sinfonia
Tragedia lirica in due atti fu composta da Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani. Rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre 1831, fu accolta piuttosto freddamente la prima sera e fu calorosamente applaudita a partire dalla seconda recita.
Vincenzo Bellini nacque a Catania nel 1801 e morì a Parigi a soli 35 Anni. Considerato uno dei massimi compositori italiani, dimostrò una precocissima attitudine alla musica. A sei anni la sua prima composizione.
Tra le opere più importanti ricordiamo: Bianca e Fernando, Il Pirata, I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula, I Puritani. Ma è solo con Norma che Vincenzo Bellini raggiunge il punto più alto e significativo del suo lirico strumentale e vocale.
Il brano eseguito è la Sinfonia di apertura dell’opera omonima.
G. Verdi, Aida, Finale II, Parte prima
E’ il Finale 2° Parte Prima dell’Aida di Giuseppe Verdi, Opera in 4 atti su libretto di Ghislanzoni. Commissionata da Ismail Pascià viceré d’Egitto, per festeggiare l’apertura del Canale di Suez nel 1870, l’opera fu invece rappresentata l’anno dopo, avendo la guerra franco-prussiana ritardato l’apprestamento degli scenari e dei costumi in Francia. Prima rappresentazione: Il Cairo 24 dicembre 1871. La prima italiana andò in scena sei settimane dopo a Milano. L’opera è diventata popolare per certe sue esplosioni di scenografia musicale, poche altre opere del Verdi maturo hanno una così intima e levigata finezza di sottolineature psicologiche. La Marcia Trionfale che è la parte centrale del brano in programma è sicuramente uno dei momenti più suggestivi e popolari dell’intera Opera verdiana; con le sue trombe accompagna l’entrata trionfale di Radamès, che sfila davanti al Re dopo aver sconfitto le truppe Etiopi.
Fernando De Santis
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