Viterbo – Uso dell’acqua termale, non finisce qui.
Il Consiglio di stato ha rovesciato il giudizio espresso dal Tar in cui dava ragione alla famiglia Sensi, che gestisce le Terme dei Papi, contro una delibera della regione che imponeva un limite di 14 litri al secondo.
Tuttavia, per Fausto Sensi, amministratore dell’impianto termale, i giudici non hanno detto l’ultima parola.
“Aspettavamo dal Consiglio di stato – spiega Fausto Sensi – che fossero confermate le nostre ragioni, su cui il Tar si era espresso”.
Così non è stato. “Il Consiglio – continua Sensi – leggendo la sentenza, ha semplicemente detto che il Tar non avrebbe dovuto ammettere il ricorso, perché non c’è stato nessun danno all’impianto termale.
Non c’è stata la riduzione nell’erogazione nell’acqua, quindi nessun nocumento e di conseguenza il ricorso era inammissibile”.
In pratica, il Consiglio di stato ha rimesso la palla al centro. “Esattamente, ma nessuno ha fatto gol.
Non è entrato nel merito. Siccome non ci sono state limitazioni, i giudici non avrebbero dovuto intervenire”.
Tutto da rifare, si riparte dall’altro giudizio atteso sempre dal Tar.
Stavolta riguarda la delibera comunale con cui, essendo scaduta la concessione, viene affidato provvisoriamente l’uso dell’acqua per 22 litri al secondo. Pure in questo caso i gestori hanno fatto ricorso.
“Noi chiediamo l’acqua che ci serve per funzionare bene. Se dall’esterno qualcuno ci costringerà a limitare il nostro fabbisogno, ci dovremo adeguare. Lo faremo.
Ma di conseguenza dovremo ridurre l’attività e i servizi erogati. Ci dispiace. Le Terme dei Papi era una struttura che funzionava, costruita con tanti sforzi.
Ci siamo interrogati in questo periodo, forse non era il caso di portarla a questi livelli”.
Il 13 maggio è attesa la sentenza dei giudici.
“Sono ottimista – continua Sensi – nonostante tutto. Ritengo che chi dovrà giudicare, veda quali sono le nostre necessità reali.
Noi non chiediamo una risorsa infinita, ma solo quella che ci serve per mandare avanti la struttura.
Purtroppo, speravo che con la sentenza del Consiglio di stato si facesse finalmente chiarezza, invece dovremo ancora attendere, entrare nel merito della delibera comunale che limita la portata da quaranta a ventidue litri al secondo. Vedremo”.
Giuseppe Ferlicca
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