![]() Viterbo – Piazza San Lorenzo |
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggendo quello che succede in Kenya e gli orrori dei fondamentalisti perpetrati contro persone, non importa se vecchi o bambini, perché sono differenti nella fede che praticano o nella cultura in cui sono nati, ho sentito i conati di un vomito ‘spirituale’. E mi sono vergognato di celebrare la sofferenza di Gesù Cristo mentre tacevo sulla sofferenza di tanti nel mondo, non importa a quale religione appartengano. Il ‘vomito dello spirito’ è proprio questo.
Il rifiuto spirituale dell’assurdo che mi si vuole far digerire in silenzio. I cosiddetti ‘grandi’ (nel mondo politico, diplomatico e ecclesiastico) stanno cercando una via ‘politically correct’ per uscire da questo assurdo. La stanno cercando o la stanno chiacchierando? Dobbiamo alzarci in piedi e invece di entrare nelle chiese per cantare ‘quanto è buono il Signore’, dobbiamo avere il coraggio di scendere per le strade e inventare una processione che accompagni questi nostri fratelli verso una croce che conoscono troppo bene.
La strada del calvario è scappata da Gerusalemme e ha invaso il mondo. Uniamoci a loro. Accompagniamoli con il rispetto, la luce della nostra vita e il silenzio. Il silenzio che urla la nostra indignazione e richiesta di presenza di coloro che abbiamo scelto per guidarci e governare i nostri cammini. La smettano di preoccuparsi del ‘politically correct’ quando il ‘correct’ permette di continuare a uccidere e a massacrare persone deboli e fragili.
La mia proposta. Scegliamo una giornata nel mese di aprile. Domenica dopo Pasqua? Con i social networks è facile raggiungere tanti. Scendiamo in piazza e uscendo dalle Chiese, sedi associazioni, Palazzi del Comune, Provincia e Regione, scuole e negozi… in silenzio. Chi vuole preghi. Oppure: pensi e rifletta. Con una candela in mano, segno e simbolo della luce che manca nel mondo torturato e flagellato dei poveri e deboli. Ci diamo appuntamento in una piazza grande. Forse una parola di riflessione potrebbe scuotere la nostra ignavia religiosa e devota. Mandiamo un messaggio chiaro a chi di dovere. Forse non fermerà la morte dei deboli, ma potrebbe ingigantire la coscienza di tanti. E sarà un seme che genererà frutti e frutti abbondanti.
Diamoci una mano a ripulire il mondo dalla sporcizia umana. Quando il Tempio di Dio era stato trasformato in sede di commercio illecito, un certo Gesù Cristo ha preso la frusta. Non dimentichiamo: la persona umana è il vero tempio di Dio. E la stanno violentando e trasformando in carneficina. E’ ora di fare pulizia. Con una luce in mano.
don Gianni Carparelli
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