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Teramo - La coppia, viterbese, chiede ora un risarcimento di 800mila euro alla Asl

Bimba nasce Down ma in gravidanza nessuno se ne accorse

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Ecografia

Un’ecografia

Teramo – (f.b.) – Le avevano assicurato che avrebbe partorito una bimba sanissima, ma così non è stato.

La gestante, una viterbese trasferitasi ormai da anni nella provincia di Teramo con il marito, ha dato alla luce una bambina affetta dalla sindrome di Down, una tra le malattie di origine genetica più conosciute e studiate. 

Proprio per scongiurare o almeno diagnosticare tale probabilità, la donna, come la gran parte delle gravide, si era sottoposta a un particolare esame ecografico detto translucenza nucale, dal quale è possibile monitorare lo sviluppo di alcuni organi, tra cui il ventricolo del cuore, che qualora non siano nella norma accendono un campanello d’allarme sulla sindrome di Down.

L’esame, svolto alla Asl di Teramo, sembrò andare nel migliore dei modi e la coppia di Viterbo, che aveva già un bambino, decise con gioia di continuare la gravidanza per mettere al mondo la piccola secondogenita.

Quando subito dopo il parto, nel 2013, si scoprì che la bambina era Down la neomamma cadde in una profonda depressione. La signora, infatti, pare avesse manifestato con fermezza la volontà di abortire qualora le fosse stato presentato il problema per tempo.

“Quell’ecografia – spiega il legale della coppia, l’avvocato Alfredo Perugi – doveva essere fatta in maniera più accurata. Dalla stampa delle immagini estratte dall’ecografo si evince con chiarezza che l’esame è durato pochissimo. Il dubbio, quindi, è che sia stato fatto con troppa fretta e leggerezza”.

La malattia della bimba ha provocato in tutta la famiglia uno shock profondo. Benché sia stata sottoposta a un’operazione chirurgica che le assicura ora una lunga aspettativa di vita, le attenzioni e le cure di cui ha bisogno sono notevoli. Il padre deve dedicarsi a lei molte ore al giorno, tralasciando quindi anche il lavoro.

Anche il fratellino maggiore, che ora ha poco più di sei anni, ne ha risentito per via dei problemi che la situazione sta creando in famiglia.

Tramite il legale, dunque, i coniugi hanno deciso di appellarsi alla Asl di Teramo chiedendo un risarcimento. Una somma, stimata attorno agli 800mila euro, che certo non metterà fine alle loro preoccupazioni, ma che almeno potrebbe andare a coprire parte delle risorse utilizzate per far fronte alle cure della piccola.


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3 aprile, 2015

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