Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Un ulteriore aumento della temperatura di tre gradi centigradi farebbe sciogliere e scomparire un’isola come la Groenlandia.
Un aumento che, se le cose restano come stanno, ossia se la temperatura media globale dovesse continuare a crescere come ha fatto finora, potrebbe verificarsi attorno al 2060. E le conseguenze non riguarderebbero certamente solo i territori a Nord dell’Europa, ma il nostro sistema economico, la nostra società, la nostra vita, ciascuno di noi”.
A dichiararlo è Riccardo Valentini, vicecapogruppo del Pd al consiglio regionale del Lazio e membro dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) premio Nobel per la pace 2007, intervenuto alla sal regia di Palazzo dei Priori sui temi della Carta di Milano che, proposta dal governo italiano, verrà firmata dagli stati del pianeta durante Expo 2015. Assieme a Valentini, anche il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, e l’assessore comunale allo sviluppo economico, Giacomo Barelli.
“In Europa - prosegue Valentini – se si seguissero le indicazioni della Carta di Milano e si dimezzasse lo spreco alimentare, si otterrebbe un taglio di emissioni inquinanti pari a 250 milioni di tonnellate di Co2. Inoltre, un altro 3% di riduzione delle emissioni di anidride carbonica si avrebbe se si aumentasse del 10% la superficie verde dell’Unione europea”.
I mutamenti climatici sono uno degli aspetti affrontati dalla Carta di Milano. Tra gli obiettivi della Carta, i cui principi verranno fatti propri anche dalla Regione Lazio, ci sono infatti l’abbattimento del 50% entro il 2020 dell’impressionante cifra di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo.
“Il tutto – prosegue Valentini - attraverso campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine che coinvolgano l’intera catena alimentare a partire dalla filiera agricola. Oltre alla lotta allo spreco, la Carta prevede inoltre impegni precisi anche in merito alla speculazione finanziaria del cibo con l’obiettivo di ridurre i volumi di scambio delle commodities agricole e di trovare un modo per calmierare i prezzi.
E proprio la nutrizione sarà un anello fondamentale di questa azione globale. Aumentare la produzione agricola non significa necessariamente aumentare la nutrizione. Dobbiamo stare attenti a quello che ci fa veramente bene, a quello che aiuta veramente la nutrizione umana. E su questo fronte – conclude Riccardo Valentini - la Carta investe sulla ricerca scientifica e l’educazione al consumo alimentare!”.
Ufficio stampa Riccardo Valentini
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