Viterbo – “Il rischio da Radon e Thoron”, se ne parla in un convegno il 6 maggio.
Il radon, meglio noto come il killer invisibile, penetra indisturbato dalle cantine, dai box, dalle canalizzazioni degli impianti, dalle fessure e dai piccoli fori negli ambienti dove viviamo e lavoriamo.
Si può riscontrare un’elevata concentrazione negli interrati e seminterrati.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il radon come cancerogeno per l’uomo, dopo il fumo è il principale responsabile del tumore ai polmoni.
Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore, inodore, insapore ed è estremamente volatile. Viene prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio naturale, in particolare viene emesso da rocce come lave, tufi e pozzolane.
Le indagini radiologiche del territorio nazionale hanno da tempo evidenziato le peculiari caratteristiche delle aree vulcaniche del Lazio e della Campania.
In particolare è risultato che alcuni materiali di utilizzo prevalentemente locale, come i tufi e le pozzolane dell’Alto Lazio e della Campania, possono presentare valori del contenuto di Radio e di Torio notevolmente più elevati di quelli riscontrati in altri materiali di largo impiego su scala nazionale, quali ad esempio i laterizi, i gessi naturali e vari tipi di cementi.
Quali sono i rischi, quali le misure da adottare, lo stato attuale della normativa nazionale ed europea sono il tema centrale del seminario “Il rischio da Radon e Thoron” organizzato dal presidente della commissione di Ingegneria clinica e biomedica, Fabiano Bini, dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Viterbo il 6 maggio alle 15 con la possibilità di partecipare gratuitamente.
Il decreto legislativo 241 del 2000, stabilisce che, per tutte le attività lavorative in enti pubblici e privati svolte in seminterrati o interrati, oppure collocate in zona ad alto impatto Radon, si deve effettuare la misurazione dell’attività radioattiva. Entro 2 anni si aveva l’obbligo di misurazione per le attività già in esercizio, mentre per quelle in fase di avviamento è obbligatorio attuare il rilevamento.
Per quanto attiene le abitazioni invece, non esiste in Italia una normativa specifica ma sarebbe auspicabile quantificare la concentrazione di Radon all’interno delle proprie case.
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