Viterbo – (g.f.) – Le ossessioni di Marco Missiroli.
A Viterbo per l’appuntamento con Caffeina School all’auditorium Unitus, lo scrittore ha presentato il suo ultimo libro “Atti osceni in luogo privato” e quello che ha raccontato ha molto a che fare con la sua ultima opera.
“Quando andavo a scuola mi toccavo il naso continuamente – racconta Missiroli – ovviamente era un tic per scaricare l’ansia”.
Si cresce, ma certe abitudini non si perdono, anzi: “Quando ho iniziato a scrivere, le cose si sono aggravate.
Io scrivo tutte le mattine, quando ho un’idea, dalle 7 alle 9 in punto. Con carattere Garamond grandezza 13, pagina 14 x 21.
Ogni pagina che scrivo mi giro tre volte verso la finestra. Scrivo in cucina.
Quando la pagina non viene, e succede spesso, appoggio la testa sul tavolo, mi addormento sbavando sulle scarpe. Questo accade regolarmente.
Poi mi alzo all’improvviso e scrivo. Ormai è diventato un rituale”.
Un’altra ossessione di Missiroli, la conquista dell’universo femminile: “Non per portarle a letto, ma per viverle. Non riuscivo ad averle, quindi per tutta la vita ho cercato d’averle per via amorosa”.
Le difficoltà nell’approcciarsi con l’altro sesso le svela ricordando un altro episodio della sua vita: “La prima esperienza con una donna l’ho avuta a Bologna, l’ho raccontata ai miei amici a Rimini e quando l’hanno saputo hanno appeso uno striscione in discoteca: Missiroli ce l’ha fatta…”.
La discoteca per lo scrittore si è rivelata una grande maestra di vita: “Quando ci andavamo, io tenevo i giubbotti a tutti. Rimanevo in disparte.
Mentre loro limonavano, io li guardavo, ma guardare dai divanetti, al buio, coi loro piumini, mi ha fatto sviluppare davvero una scrittura diversa che avrei apprezzato dopo. La scrittura di questo romanzo è una seconda nascita. Finalmente ho usato la prima persona singolare e finalmente ho detto ciò che sono, non in maniera autobiografica ma in maniera autentica”.
Più dei libri, l’ossessione di Missiroli è il cinema.
“Ci vado da solo, che è una cosa abbastanza vergognosa a Rimini, ma è una cosa abbastanza bella a Milano.
Se vi capita, provate ad andare al cinema da soli. Ci sono molti trucchi per farlo. Arrivate all’ultimo minuto se vi vergognate.
Gli intervalli non ci sono più per cui quando accendono le luci non averete paura.
Appena posso vado a vedere film al cinema da solo. Lo faccio perché è buio e mi lasciano in pace, è silenzioso, perdi la tua identità e prendi quella del cinema.
Perdere la tua identità fa molto bene ogni tanto”.
A intervistare Missiroli sul palco di Caffeina, Giorgio Nisini, sollecitato dall’ospite a sua volta, a raccontare le proprie di ossessioni. Ma questo è un altro capitolo.
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