Viterbo – Armi, controlli a tappeto.
Nel corso dei primi quattro mesi del 2015, gli uomini della polizia di Stato della divisione Pasi (Polizia amministrativa e sociale e dell’immigrazione) della Questura di Viterbo hanno svolto e continuano a svolgere uno scrupoloso e costante lavoro di verifica del possesso dei requisiti soggettivi per coloro che chiedono o risultano titolari di autorizzazioni di polizia in materia di armi.
L’attività, come si legge in una nota divulgata dalla Questura, viene portata avanti “per scongiurare il verificarsi di fatti criminosi, nell’ambito dell’adempimento delle disposizioni previste dal decreto legislativo 29/09/2013 n. 121 recante ‘Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26/10/2010 n. 204 concernente l’attuazione della direttiva 2008/51/CE che modifica la direttiva 91/477/Cee relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi'”.
Analoghi controlli sono in corso, per la provincia, da parte dei competenti comandi dell’Arma dei carabinieri.
Diverse le omissioni riscontrate dagli agenti. “Durante l’attività – prosegue la nota – sono state segnalate all’autorità giudiziaria competente otto persone per detenzione e porto abusivo di armi e violazioni delle norme del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza in materia di armi. Sono state inoltre sequestrate e/o ritirate in via amministrativa a coloro non ritenuti più idonei alla detenzione 40 armi tra fucili e pistole e circa 150 munizioni di vario calibro”.
Gli agenti sottolineano “l’obbligo, per tutti coloro che detengono armi e non sono in possesso di licenza di porto d’armi in corso di validità, di munirsi, da subito e successivamente ogni sei anni, di idonea certificazione medica rilasciata da un medico legale o a lui equiparato, che dovrà essere consegnata presso l’ufficio di polizia dove le armi sono state denunciate (Questura per il capoluogo e stazioni dei carabinieri per i comuni della provincia ), entro la fine del mese di maggio 2015”.
“Si segnala – conclude la nota – per esigenze organizzative d’ufficio, che tale obbligo dovrà essere rispettato innanzitutto da coloro il cui cognome inizia con le lettere D, E, F nonché da coloro il cui cognome inizia con la lettera Q e a seguire fino alla Z”.
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