Viterbo – (g.f.) – Viterbo capitale italiana della cultura, slitta di un mese la decisione.
Il ministero ai Beni culturali doveva nominare una commissione per portare da ventiquattro a dieci il numero dei partecipanti, fra i quali c’è il capoluogo della Tuscia, ma la procedura non è ancora iniziata.
Nonostante il 30 aprile era il termine ultimo per far conoscere i dieci rimasti in gara.
“La conferenza stato regioni non ha ancora comunicato i nomi delle persone di loro competenza – spiega l’assessore Antonio Delli Iaconi in commissione – quindi non si è ancora costituita.
Di conseguenza i tempi slittano. Almeno di un mese, a fine maggio”.
A chiedere lumi sulla procedura e sul progetto presentato dal comune, era stato Sergio Insogna (Oltre le mura), che aveva puntato il dito contro l’amministrazione, per avere predisposto il dossier, non coinvolgendo i consiglieri comunali.
Sarà illustrato a breve, anche se a Insogna, meglio tardi che mai proprio non piace.
“Le cose si portano prima e non dopo – osserva Insogna – certamente è un progetto di qualità, ma noi siamo consiglieri e dobbiamo essere informati e magari avremmo potuto dare il nostro contributo.
Non siamo abituati a indire conferenze stampa. Lo fanno altri e tra l’altro nemmeno ci invitano.
Esistono sedi istituzionali dove rendere edotti i consiglieri”.
Questione di cultura. Anche se non di capitale importanza.
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